Omicidio di Covignano: chiesto ergastolo per Zinnanti. Il pm: "ha colpito alle spalle, atto vigliacco"

Omicidio di Covignano, il pubblico ministero di Rimini, Davide Ercolani, ha chiesto questa mattina la pena dell'ergastolo e nessuna attenuante per Marco Zinnanti, 24 anni, che la mattina del 2 settemb...

A cura di Redazione Redazione
09 gennaio 2014 16:34
Omicidio di Covignano: chiesto ergastolo per Zinnanti. Il pm: "ha colpito alle spalle, atto vigliacco" -
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Omicidio di Covignano, il pubblico ministero di Rimini, Davide Ercolani, ha chiesto questa mattina la pena dell'ergastolo e nessuna attenuante per Marco Zinnanti, 24 anni, che la mattina del 2 settembre del 2012 freddò con due colpi di fucile il tassista Leonardo Bernabini. Il pubblico ministero ha parlato di "un atto vigliacco, ignobile e perverso" quello appunto di colpire alle spalle un uomo inerme. Il primo colpo, come ricostruito in aula, in udienza pubblica benché in rito abbreviato, fu sparato dal sedile posteriore dell'auto su cui sedeva Zinnanti, mentre Bernabini era alla guida. Con l'ausilio di un plastico e una ricostruzione fotografica della posizione della vettura nelle via senza uscita e confinante con i compi di Covignano, il pubblico ministero ha dimostrato come sia stato il primo colpo ad uccidere il tassista, mentre il secondo esploso dal giovane al di fuori della vettura, sia stato la conferma della volontà omicida di quest'ultimo, visto da in testimone mentre ricaricava il fucile. L'arma era stata ritrovata dalla polizia carica. Non vi sono dubbi, secondo l'accusa, neanche sulla proprietà del fucile. Secondo Eros Zanzani, 29 anni, indagato per favoreggiamento e ascoltato in aula la scorsa udienza l'arma era custodita a casa di Zinnanti. Per quanto riguarda il movente, per la pubblica accusa va sicuramente collegato all'avversione di Zanzani nei confronti dei gay. Secondo quanto raccontato dallo stesso Zinnanti nella confessione resa dopo l'arresto, il tassista avrebbe accettato un rapporto con il ragazzo al posto del pagamento della corsa in taxi. Zinnanti quel 2 settembre, secondo gli investigatori era appena uscito dalla discoteca Classic di Rimini, era salito sull'auto di Bernabini per farsi portare a casa con l'intento di armarsi e tornare nel locale notturno per regolare i conti con il personale della sicurezza. Ma poi il tassista aveva portato Zinnanti a Covignano dove era stato oggetto di avances da parte della vittima. Zinnanti è indagato anche del tentato omicidio di un omosessuale riminese al parco della Cava. L'omicidio di Bernabini secondo il Pm Ercolani fu premeditato con "volontà malvagia". Il covo con la droga, le armi e i tanti soldi rinvenuti in un appartamento in uso a Zinnanti, secondo la pubblica accusa chiariscono la caratura dell'imputato. In apertura di udienza, Zinnanti, difeso dall'avvocato Marco Ditroia, ha presentato una lettera di scuse e di pentimento alla famiglia della vittima, sorella, ex moglie e due figli presenti in aula. "Mi son pentito dal primo momento – ha scritto Zinnanti – per aver reagito tanto eccessivamente solo col tempo trascorso mi capacito di quanto dolore abbia provocato". La lettera però non è stata acquisita agli atti. L'avvocato della parte civile, la famiglia Bernabini, di è associato alle richieste del Pm. La sorella della vittima ha invocato a gran voce in aula rivolgendosi a Zinnanti "dì la verità che è meglio". Il 20 gennaio sarà la volta della difesa, mentre la sentenza è attesa per il 29. 

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