Arrestato a Rimini, continuava a spacciare dal carcere grazie a sorella

I primi due indagati in spontanee dichiarazioni si sono assunti le proprie responsabilità. Mentre il terzo, il principale accusato, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Si è chiuso così l'int...

A cura di Redazione Redazione
23 maggio 2014 16:42
Arrestato a Rimini, continuava a spacciare dal carcere grazie a sorella -
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I primi due indagati in spontanee dichiarazioni si sono assunti le proprie responsabilità. Mentre il terzo, il principale accusato, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Si è chiuso così l'interrogatorio di garanzia dei tre giovani arrestati giovedì mattina per un giro di spaccio a Ravenna e province limitrofe che era andato avanti anche quando il principale artefice, un ventiquattrenne nato a Catania e con precedenti, era finito prima in carcere e poi ai domiciliari. Ma a quel punto, secondo le indagini della squadra Mobile ravennate, era la sorella – una ventiseienne incensurata anche lei nata a Catania – a ricevere gli ordini per riuscire a mantenere in piedi la rete di spaccio e ad eludere i controlli. Del gruppo avrebbe fatto parte anche un ventinovenne di Lido Adriano, sul litorale ravennate, pure lui ora in carcere in ragione della medesima ordinanza emessa dal Gip Rossella Materia e come gli altri due difeso dagli avvocati Francesco Furnari e Luca Donelli. Il ventiquattrenne è stato rintracciato in una comunità in provincia di Rimini grazie anche alla collaborazione con la squadra Mobile della città. A inizio maggio il giovane era stato condannato a quattro anni in abbreviato per una tentata estorsione scaturita nell'ambito di un debito da cento euro presumibilmente maturato nell'ambiente dello spaccio. Assieme a un complice, era stato arrestato nel maggio 2013 sempre dalla Mobile ravennate con l'accusa di avere prima portato in pineta di notte a Lido di Dante, sul litorale ravennate, un quarantatrèenne di Alfonsine (Ravenna) e di averlo poi minacciato con una pistola per obbligarlo a saldare quel modesto debito. Ed è proprio nell'ambito delle indagini su quel caso che è scaturito questo secondo fascicolo. In particolare a fine maggio 2013 era stato intercettato in carcere un dialogo tra i due fratelli che aveva messo gli inquirenti sulle nuove piste dello spaccio.

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