Cocoricò, parla l'amministratore delegato "o cambiano leggi o cambiamo paese"

"O il sistema delle leggi del Paese cambia verso o cambiamo Paese". Comincia così una nota di Marco Palazzi, ad del Cocoricò, dopo una serie di provvedimenti sanzionatori per la discoteca di Riccione....

A cura di Redazione Redazione
09 settembre 2014 05:49
Cocoricò, parla l'amministratore delegato "o cambiano leggi o cambiamo paese" -
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"O il sistema delle leggi del Paese cambia verso o cambiamo Paese". Comincia così una nota di Marco Palazzi, ad del Cocoricò, dopo una serie di provvedimenti sanzionatori per la discoteca di Riccione. "Oggi – sottolinea Palazzi – abbiamo subito l'ennesima sanzione come da Regio Decreto del 1934, una legge di 80 anni fa". "Francamente in queste condizioni – aggiunge – operare è diventato difficile se non impossibile": "sono anni che riceviamo proposte da Ibiza e da altri Paesi e le abbiamo sempre rifiutate. Amo la mia terra, amiamo il nostro Paese ma così per noi è diventato impossibile lavorare e se le cose non cambieranno saremo costretti ad emigrare all'estero. Rivolgo un appello alle istituzioni, soprattutto a chi ha la responsabilità delle leggi di questo Paese e, in primis, al premier Matteo Renzi: o le leggi di questo Paese 'cambianoverso' o il Cocoricò cambia Paese". "Più di 25 anni fa – ricorda Marco Palazzi – mio padre ha costruito la discoteca Cocoricò in un terreno sulle colline di Riccione; al posto del soffitto una piramide di vetro che ne diventerà il simbolo in tutto il mondo. A fine degli anni '90 mio padre fece diventare il Cocoricò la discoteca n.7 al mondo" e "la mia famiglia vive a Riccione ed investe nel territorio da più di 100 anni. Quando nel 2001 dopo una lunga malattia mio padre ci ha lasciati, ho rilevato l'azienda di famiglia e sin da subito ho avuto un sogno: riportarla lì, solo dove mio padre era riuscito, tra le prime discoteche al mondo". E insieme a Fabrizio De Meis ("gli ho proposto di diventare mio socio, era un manager italiano tra i più importanti all'estero") "abbiamo coronato qualche anno dopo il sogno mio e della mia famiglia: il Cocoricò 18a discoteca nel mondo. Tuttavia oggi mi trovo a lanciare un grido d'allarme e disperazione: o cambiano le leggi o sarò costretto a mettere le ruote al Cocoricò, smontare la Piramide e portarla via dall'Italia".

(ANSA). 

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