Donne di Rimini, sposate e fidanzate, si prostituiscono: 'diamo un futuro ai nostri figli'
Quattro donne riminesi, tra i 24 e i 49 anni, hanno deciso di vendere il loro corpo per poter arrotondare i magri guadagni dei lavori praticati saltuariamente. La notizia, pubblicata sul Resto del Ca...
Quattro donne riminesi, tra i 24 e i 49 anni, hanno deciso di vendere il loro corpo per poter arrotondare i magri guadagni dei lavori praticati saltuariamente. La notizia, pubblicata sul Resto del Carlino, è destinata a far scalpore. Non si tratta infatti della solita storia di prostituzione che vede protagoniste ragazze straniere emigrate in Italia, alla ricerca di un futuro migliore, ma poi costrette a vendersi per sopravvivere. E' la storia di quattro donne stimate, madri o comunque fidanzate di lungo corso, che si sono messe insieme, per quella che è già definita "una cooperativa del sesso". Un appartamento affittato a 600 euro al mese, scuse ai propri compagni per allontanarsi nei momenti liberi e per incontrare i clienti, procacciati tramite annunci sul web o con il passaparola. Ognuna delle quattro "bocca di rosa" riminese guadagna quasi 10.000 euro al mese. Soldi che non vengono spesi in vestiti e scarpe di lusso – spiega una delle donne intervistata da Mario Gradara – ma vengono messi in banca per garantire un futuro migliore ai propri figli. Al massimo sono investiti in interventi di chirurgia estetica. I clienti sono così numerosi che le quattro donne possono permettersi di selezionarli: "Niente stranieri e niente anziani, ma solo gente educata, pulita e che paga". Giovani sui 25 anni, ma anche 45-50enni, sia operai che imprenditori. Non si definiscono prostitute, anzi, ritengono che sia proprio questo il segreto del loro successo: il cliente sa di trovarsi di fronte la ragazza della porta accanto, o una madre con figli. Quest'ultimi come i mariti e i fidanzati, tragicamente all'oscuro della doppia vita delle loro irreprensibili compagne.
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