Processo gioielliere di Riccione per frode fiscale, in aula testimoni marescialli Finanza
Si è tenuta giovedì 9 aprile una nuova udienza del processo che vede imputato un noto gioielliere di Riccione di 67 anni, chiamato a difendersi dalle accuse di frode fiscale, corruzione e falso. Il no...
Si è tenuta giovedì 9 aprile una nuova udienza del processo che vede imputato un noto gioielliere di Riccione di 67 anni, chiamato a difendersi dalle accuse di frode fiscale, corruzione e falso. Il nome dell'imprenditore, titolare anche di centri estici della riviera romagnola e marchigiana, era emerso dall'operazione della Finanza denominata "Perla di Cristallo". Coinvolti anche il socio in affari del gioielliere, 50 anni, e un Maresciallo della Finanza che all'epoca dei fatti era in servizio nelle Marche. Quest'ultimo avrebbe ricevuto un'auto di lusso e un prezioso orologio per informare gli altri due imputati su notizie d'indagine nei loro confronti.
Secondo le indagini delle Fiamme Gialle, gli imputati usavano una società di diritto sammarinese per trasferire del denaro nelle banche del Titano, sottraendolo alla tassazione italiana, per poi farlo rientrare attraverso delle vendite simulate di preziosi. Secondo il legale del gioielliere, l'avvocato Francesco Alessandro Petrillo, si tratta di pochi ed esigui movimenti rispetto al volume di affari del suo assistito.
Nell'udienza del 9 aprile sono stati sentiti tre testimoni: due marescialli della Finanza di Rimini, che hanno partecipato alle indagini, e un perito informatico. Quest'ultimo ha riferito sull'attività di estrapolazione di dati che erano conservati nella memoria del server di un pc riconducibile a uno dei soci indagati. Il processo è stato aggiornato al 10 dicembre 2015.
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