Omicidio Mannina: ascoltata l'ultima donna del killer, 'ho visto come lo uccidevano'

"Ho visto come uccidevano Silvio Mannina, Dritan e l'amico minorenne tiravano il cavo per strangolarlo, mentre lo zio gli teneva ferme le gambe". E' stata sentita venerdì Monica Sanchi, l'ultima donna...

A cura di Redazione Redazione
24 luglio 2015 17:14
Omicidio Mannina: ascoltata l'ultima donna del killer, 'ho visto come lo uccidevano' -
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"Ho visto come uccidevano Silvio Mannina, Dritan e l'amico minorenne tiravano il cavo per strangolarlo, mentre lo zio gli teneva ferme le gambe". E' stata sentita venerdì Monica Sanchi, l'ultima donna del killer, il fornaio albanese Dritan Demiraj, che ha ucciso Mannina a Rimini il 28 febbraio 2014 e Lidia Nusdorfi alla stazione di Mozzate. A processo anche la Sanchi per duplice omicidio premeditato pluriaggravato e occultamento di cadavere, ha deposto nella palestra della struttura sanitaria dove è ricoverata da mesi.
La Corte D'Assise, con i sei giudici popolari, si è riunita in clinica per ascoltare l'imputata e grande accusatrice dei complici. Demiraj, infatti, pur avendo confessato ha sempre escluso la presenza dello zio, il pescatore albanese di 50 anni Sadik Dine e del minorenne già condannato a 15 anni a Bologna dal tribunale dei minori. Il killer ha sempre sostenuto che al 5/o piano della palazzina dove uccise Mannina c'erano solo lui e la Sanchi, 35enne cameriera riccionese. In sedia a rotelle, flebo al braccio, Sanchi è stata comunque lucida nel ricostruire i dieci minuti che sono serviti ai tre uomini per uccidere Mannina. Ha raccontato di aver visto tutto, di aver assistito al fatto che dopo che il filo dell'antenna del televisore si era rotto in un primo tentativo di strangolare l'uomo, i tre avevano ricominciato a stringere e tirare. Il processo per il killer reo confesso, che scagiona però minore e zio, si gioca sulle aggravanti. Secondo il racconto della Sanchi, Demiraj agì per impeto contro Mannina per gelosia dopo aver visto nel suo cellulare le foto della Nusdorfi. Per l'accusa invece fu premeditato, perché quando la vittima arrivò nell'appartamento zio e minorenne erano già armati di bastone e sciabola. Sul delitto di Como, invece, la Sanchi dice che era convinta che Demiraj volesse rintracciare la Nusdorfi per i figli, i due bambini figli della donna lasciati da questa all'albanese. "L'ho fatto per i bambini – ha detto – voleva parlare con Lidia per i figli". E invece le ha tagliato la gola in un sottopasso. L'udienza è stata aggiornata al 21 settembre.

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