L'indiscreto: Rimini, con la Lupa ti sei fermato all'antipasto. Su Puccio e Carcuro...

Partiamo da due considerazioni e una pacca sulle spalle: il gol di Polidori (valido) viene convalidato e le squadre entrano nello spogliatoio con il risultato di 2-0. Cambia la partita, cambia lo scen...

A cura di Redazione Redazione
31 gennaio 2016 10:03
L'indiscreto: Rimini, con la Lupa ti sei fermato all'antipasto. Su Puccio e Carcuro... -
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Partiamo da due considerazioni e una pacca sulle spalle: il gol di Polidori (valido) viene convalidato e le squadre entrano nello spogliatoio con il risultato di 2-0. Cambia la partita, cambia lo scenario, gestisci a tuo favore il risultato e la tempistica. Esci dallo stadio con il morale alto e con gli applausi del pubblico.  L’arbitraggio. Come sottolineato dal sottoscritto nel corso della telecronaca su Sportube, non all’altezza dell’evento e della categoria. Ci auguriamo per lui che sia stata semplicemente una giornata storta, perché se questi sono gli addetti ai lavori che devono salire nella massima serie, non lamentiamoci se in Italia alla domenica e al lunedì sera si parli in particolar modo di loro. Riuscire nell’impresa di rendere una partita tranquilla  una guerriglia all’ultimo cartellino non è da poco. In mezzo un gol regolare annullato e un’ammonizione data per il gusto di farlo per poi ritornare sui propri passi. Per il momento dietro la lavagna! La pacca: Anacoura è un portiere di grandi prospettive. Ieri è stato innervosito da una pessima direzione arbitrale che ha influito anche sul carattere del ragazzo che è divenuto più volte oggetto di mira avversaria specie nelle uscite. L’errore ci sta, è umano, continua a rimanere sul mio podio personale.

Stop! Fermiamoci qui. La società e i protagonisti hanno il mio appoggio su questi punti.  Non uso neppure dire ciò che ora pensano tutti: “ con i sé e con i ma…non si va da nessuna parte”. Ora vorrei porre l’attenzione,  sui singoli, sulla squadra e sulle dichiarazioni a caldo del dopogara. Infine due precisazioni.

Partiamo da Puccio. Non lo conosco personalmente, ma nella vita vado a sensazione a pelle. Si è presentato come un atleta carico, motivato, determinato che sa il fatto suo: “Sono un centrocampista più difensivo rispetto a Carcuro, aiuto la squadra e spezzo il gioco avversario. A Mantova, giocavo poco, la stampa locale certamente non ci aiutava e spero che qui sia diverso”.  Morale della favola: a centrocampo trattieni l’avversario in maniera  vistosa e ingenua, quando dietro hai quattro compagni a coprire la tua negligenza, colpisci il pallone con un braccio davanti al direttore di gara e fai una scenata che mi ha ricordato quella di Ruud Gullit in un Ascoli –Milan del 1987-88 non a casa terminata col medesimo risultato. Se spezzare il gioco avversario significa farlo a suon di cartellini, non puoi lamentarti che giocavi poco e che a Mantova la stampa non aiutava. Voto: 4.

Carcuro: “Sono un centrocampista che ha il vizio del gol. Sto bene fisicamente”. A centrocampo tra lui e Puccio non la vedono mai e quando l’ex Pro Patria cerca l’assolo personale regala prontamente il pallone agli avversari. Ho visto un giocatore in netta difficoltà sbagliare anche i passaggi più elementari. Voto: 4.5

Di Molfetta: come scritto nel mio ultimo articolo rappresenta la speranza assieme a Fall e Mancino. Gioca 45’ minuti all’insegna del sacrificio, prende calci a destra e sinistra guadagnando preziose punizioni che permettono alla squadra di respirare e di risalire. Si spegne nella ripresa, ma la sufficienza e anche qualcosa in più lo merita. Voto: 6+.

La squadra.  L’esordio stagionale di Acori sulla panchina biancorossa contro il Tuttocuoio rappresentava una giornata di festa, non era giusto rovinare il rientro del “maestro in patria”. Su quella partita preferisco sorvolare. Analizziamo Ferrara e quella con la Lupa Roma. Contro la capolista, in terra emiliana ,la sconfitta poteva starci, ci mancherebbe!  Non mi piace il dopo. E’ stato detto che la squadra volendo poteva strappare anche un pareggio in virtù di una convincente prestazione, da qualcuno definita anche straordinaria. Per favore, cerchiamo di essere obiettivi e di parlare di calcio, ora se vogliamo dire che a Ferrara si è vista una formazione a livello di personalità diversa rispetto ad altre apparizioni, è vero, ma che potesse fare risultato o che abbia tenuto a bada la capolista no! Prove televisive: “contate le volte che Finotto davanti al portiere si è divorato il gol. Tenuto il conto? Quanti palloni avrebbe raccolto il povero Anacoura se l’attaccante estense avesse centrato il mirino? Calma! L’ho promesso, non farò il gioco del sé e dei ma..”. Lupa Roma. I laziali erano  e rimangono dopo la gara con il Rimini la penultima forza del campionato.  E’ giusto dire di essere penalizzati dal direttore di gara, di aver subito dei torti ect., ma la prestazione della squadra dove sta? Pronti e via e Fofana è stato libero di concludere davanti al portiere. Il gol fortunoso ha permesso ai biancorossi di gestire fino all’espulsione di Puccio il vantaggio, ma anche con la parità numerica in campo la Lupa Roma ha fatto a Rimini quello che dovevano fare i romagnoli: cuore, determinazione, voglia e attributi per cercare di fare risultato cosa che non hanno fatto i biancorossi.  Se devi salvarti e giochi contro l’ultima della classe, la gamba non la devi mai tirare indietro, devi divorarti l’avversario, pressarlo, mandarlo in difficoltà, aggredirlo, non accontentarti e coprirti. Sul piano dell’atteggiamento in campo la Lupa ha mangiato, si è saziata e si accontentata di fermarsi al palo di Fabbro, il Rimini si è fermato all’antipasto!

Acori:  Grande rispetto per lui, per quello che ha vinto e fatto in passato per i colori biancorossi, ma espulso Puccio, devi coprirti, non puoi tenere in campo tre giocatori offensivi come Polidori, Bifulco e Di Molfetta, con Carculo in palese difficoltà e lasciare l’iniziativa alla squadra ospite. Ieri Volpe, in mezzo al campo, pareva Pirlo, ha fatto quel che voleva e non essendoci dovuta opposizione si arrivava facilmente alle verticalizzazioni e al tiro in porta che solo per la scarsa mira bianconera non si sono tramutati in gol. In conferenza continuare a dire che al completo hai una buona squadra è nascondere la verità. Kumih si diceva un gran bene e non gioca mai, Esposito, seppur bravo in fatto di sacrificio ha piedi da falegname. A centrocampo continua a non esserci qualità, è questa la verità, come del resto in avanti occorre affidarsi alla speranza che sia Fall che Mancino possano aiutare Polidori, altrimenti come a Napoli, a Rimini occorrerà rivolgersi non più ad Acori ma a San Gennaro.

Media e Tifosi: Il rapporto tra media e tifosi è complicato per scelta di ambedue le parti. Ho avuto modo di conoscere molte persone della tifoseria, tra le quali, quelle che compongono la curva. Proprio lo scorso anno a loro riservai un servizio con delle interviste non trasmesso per esplicita richiesta. Sono entrato nell’ideologia ultras, ho sostenuto a Milano, tra le Brigate Rossonere i colori del Milan. Posso dirvi che faccio parte della generazione 80’, il mio primo album della Panini, riportava uno slogan contro la violenza e le offese negli stadi. La figurina alla quale sono più affezionato riportava il seguente messaggio: “Diavoli si ma solo in campo!”. Riflettiamo su ciò! Nel frattempo, solidarietà nei confronti del collega televisivo Beppe Indino, col quale nonostante varie litigate e scaramucce, ci siamo detti sempre in faccia quello che pensavamo l’uno dell’altro, nonostante ciò, io dovrei essere l’ultimo a farlo della categoria o forse a non farlo visto il conflitto d’interesse. Dato l’imminente intervento del presidente  De Meis nella sua trasmissione a proposito proprio dello striscione, ho preferito come singola persona e come redazione farlo solo oggi, ricordando anche a lui che però, quando io fui allontanato dal Santarcangelo Calcio per motivi assurdi, l’unica solidarietà l’ho ricevuta dai colleghi del Nuovo Quotidiano che pubblicamente ringrazio.

Precisazione Ricchiuti: Non ho mai detto e scritto che fosse andato via per soldi ho precisato in uno dei miei articoli che qualora avesse scelto (con il sé evidenziato) di andar via anche per un lato economico nessuno avrebbe potuto dire nulla. Ho inoltre aggiunto (considerazione mia personale) che se l’argentino avesse fatto come Lucarelli a Parma io avrei gradito. Il riferimento al capitano del Parma non è mirato al lato economico ma bensì alle difficoltà ambientali. Per un matrimonio bisogna essere in due. Chiaro e preciso!

Daniele Manuelli

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