L'indiscreto: Federica Moroni sulla vetta della Rimini Marathon, da maestra a top runner
L’attualità corre veloce e non potrebbe essere altrimenti quando si parla di Federica Moroni. L’atleta riminese, facente parte del team Golden Even Rimini guidato dal tecnico romagnolo Gionni Schiarat...
L’attualità corre veloce e non potrebbe essere altrimenti quando si parla di Federica Moroni. L’atleta riminese, facente parte del team Golden Even Rimini guidato dal tecnico romagnolo Gionni Schiaratura, ha dato dimostrazione ancora una volta della sua immensa forza. Per il secondo anno consecutivo si è aggiudicata la “Rimini Marathon”. Tra un enorme sorriso e il dispendio di energia Federica non è mancata al solito appuntamento delle premiazioni, ma questa volta quel premio ha un sapore diverso perché conquistato nella sua città nativa che lei adora pazzamente più della stessa cioccolata per la quale stravede. Motivo d’orgoglio, di vanto e tra uno scatto e l’altro non poteva mancare nel suo profilo personale di Facebook quella fotografia che immortala la sua gioia con le mani rivolte al cielo, dove da lassù perfino i dei delle Olimpiadi, da non confondere con quelli dell’Olimpo, iniziano ad accorgersi di lei baciandola a suon di tappe dove lo ritengono opportuno. Nell’ora del dopopranzo in cui i grandi fanno la pennichella e i bimbi si annoiano, le località balneari della costa adriatica superano facilmente i 35 gradi di temperatura. L’estate è ormai prossima e potremo dire che Federica non conosce stagioni. Corre nonostante il caldo o il freddo, la sua pelle sempre perfettamente colorata, portando i segni di un’abbronzatura ben in mostra anche nelle stagioni più grigie. Usando le indiscrezioni raccolte da lei e dal suo allenatore potremo dire che fu proprio un giorno di questi, che due persone si trovarono in mezzo a una pista con la sola compagnia del sole, presenziando entrambi a quello che non si sa ancora bene se fu un miraggio o un prodigio: ”Scommetto che se ti dedicassi alla corsa potresti ottenere grandi soddisfazioni”, disse l’allenatore. Federica sospettava che Gionni volesse mandarla in pista con i piedi, ma non immaginava che ci sarebbe riuscita di tacco, perciò disse che ci stava, che gli andava bene scommettere perché tanto non aveva speranze. Allora il tecnico sorrise, distese il braccio e strinse la mano. Accese la musica e la mandò in pista iniziandola a farla girare e ballare. Da maestra a top runner, percorso breve ma intenso e guai a sgarrare perché tra una cartolina e l’altra quelle corse voleva toccarle con mano. Non bastavano più gli aneddoti, i racconti del proprio allenatore, Federica voleva gettarsi nella mischia, come lei più di tutto ama fare, usando ciò che la contraddistingue da sempre, quella semplicità ed umiltà che le hanno permesso in questi anni di allenarsi, di crescere, di conquistare vittorie e di partecipare a maratone così importanti come quella di New York. La maestra continua a crescere e gli stessi alunni la vedono come un mito da seguire. Vogliono informarsi ed essere informati perché “la Fede” ha priorità su tutto. Quella stessa fede che prendono spunto dal diminutivo del suo nome, ha creduto e voluto puntare per convincersi come cantavano gli 883 che al mondo dopotutto c’è anche lei soprattutto in quello che da oggi e da ieri è divenuto la sua vita, quello del podismo. Chapeau Federica!
Daniele Manuelli
10.1°