L'indiscreto: Rimini Calcio, tra le delizie di Ricchiuti si scopre l'amaro caffè d'Argenta
Il campione riabbracciato. Lasciò Rimini per Catania in principio, poi per il Delta Rovigo. Non certo la stessa cosa, con tutto rispetto, all’orizzonte c’era la serie A, sogno di una lunga carriera, d...
Il campione riabbracciato. Lasciò Rimini per Catania in principio, poi per il Delta Rovigo. Non certo la stessa cosa, con tutto rispetto, all’orizzonte c’era la serie A, sogno di una lunga carriera, dall’altra la retrocessione alla serie D. Si chiamano scelte dovute per il bene collettivo. Spiegazione saggia, mai banale, come del resto la sua interpretazione in campo, nella prima amichevole davanti al pubblico ritrovato, con due reti segnate al San Marino.
Il calcio, all’epoca dei social, è un dialogo stretto, serrato, immediato, che arriva al cuore della gente e anche a quello dei bomber: E a quell'Adrian Ricchiuti raggiante, che si sveglia il giorno dopo e va in giro su Facebook, avranno tradotto gl’interventi entusiastici ricordando chi s’è goduto la prima volta d’un attaccante arrivato per stupire e capace di farlo subito e che continua a farlo sulle ali del tramonto. Oggi potremo parlare di Adrian Ricchiuti, domani di altre bandiere, ma quel che è certo è che il Rimini torna a riassaporare il calcio abbracciando la propria squadra che tuona in due occasioni con una formazione di categoria superiore e con tanti ex che in maglia biancorossa avrebbero voluto e potuto dare di più. Adrian c’è riuscito col suo sorriso, perché lui gioca per divertirsi, rimanendo sulle orme di quei bambini che per strada lo incontrano e gli chiedono l’autografo. Quasi un fratello maggiore per loro. Se non fosse per l’età che avanza, chiederebbe al tempo di fermarsi, perché in Argentina, fin dalla tenera età, era tutto lecito, si giocava a piedi scalzi in mezzo alla strada per cercare di calciare quel pallone tanto caro e per tentare la scalata verso il successo. Quella gloria che oggi lo stesso club cercherà di riacquisire.
Il nuovo Rimini. A piccoli passi e a grandi manovre, il Rimini prende forma. Il mercato è stato impreziosito da figure importanti che sanno dell’importanza della casacca e dell’obiettivo prefissato dalla società. L’Eccellenza deve e dovrà essere un percorso momentaneo per tentare in D l’escalation verso il grande calcio. Il terzo tempo, porterà una ventata d’ossigeno a una città, in zona stadio, soppressa dallo smog. Il progetto imbastito dall’equipe del settore giovanile è lungimirante e di certo una cosa seria che porterà benefici allo stesso club e alle società del circondario. Lavorare assieme, per il bene collettivo del Rimini e se magari nascesse un altro Brighi da regalare alle serie maggiori e alla nazionale italiana, sarebbe l’ennesimo regalo della Romagna biancorossa al grande calcio.
La nuova avventura. Ad Argenta l’esordio in campionato. Un tempo l’argenta in caso biancorossa era accostata a una Berlina prodotta dalla Fiat tra il 1981 e l’85, negli anni d’oro di Bellavista come una nota marca di caffè espresso che riportava lo slogan:” Il gusto col sorriso”. Il quattro settembre 2016, sarà la data della ripartenza, mai caffè più indigesto e macchina fuori tempo, ma nella città ferrarese di 22.000 anime, facente parte dell’Unione dei comuni Valli e Delizie e decorata al valore militare per la guerra di liberazione, inizierà proprio lì la missione dei guerrieri biancorossi per liberare il prima possibile il Rimini da una categoria chiamata Eccellenza.
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