Luca Belloni, re delle notti riminesi, si confessa e rivela: "Tra i 50enni è esplosa una gran voglia di ballare"
Tra poche settimane compirà 54 anni, ha iniziato quando ne aveva 14, dunque è in attività da qualcosa come 40 anni e sempre con il medesimo obiettivo: fare divertire il pubblico. Lui è Luca Belloni, “...
Tra poche settimane compirà 54 anni, ha iniziato quando ne aveva 14, dunque è in attività da qualcosa come 40 anni e sempre con il medesimo obiettivo: fare divertire il pubblico. Lui è Luca Belloni, “icona delle notti della Riviera” e non solo, storico dj dell’Altromondo Studios di Rimini, uno dei club più famosi della scena nazionale e internazionale. “La passione per la musica mi è stata trasmessa sin da piccolo da mio babbo, lui è un musicista e spesso lo seguivo quando suonava nei vari locali – spiega Luca -. A livello personale ho iniziato nell’estate ’77, nelle balere, mettendo i dischi durante quei brevi spazi in cui i componenti delle orchestre si riposavano qualche minuto. Poi, nei primi Anni Ottanta, alcune volte mi è capitato di fare puffi a scuola per andare a lavorare a Radio Miramare. Là mi occupavo più che altro di cose tecniche, ma questo mi ha permesso di frequentare l’ambiente musicale e di conoscerne i protagonisti di allora”. Dopo una prima collaborazione con il Cellophane, aperto nel 1981 da Maurizio Savioli con alcuni soci, il primo approccio con l’Altromondo nel triennio ’81-’84, grazie Marco Lappi, disk jockey nel locale riminese. Nei tre anni successivi una nuova esperienza al Cellophane, un breve passaggio all’Ecu e il ritorno all’Altromondo. Quello definitivo. “E’ nato quasi tutto per gioco e mai avrei immaginato il mio amore per la musica si sarebbe poi trasformato in una vera e propria professione. Ne sono ovviamente contento perché fare quello che più ti piace è il massimo. Rispetto a un tempo, quando si lasciava un po’ di spazio all’improvvisazione, oggi essere dei professionisti del settore è fondamentale. I locali sono vere e proprie aziende e i titolari prediligono dj con alle spalle un certo chilometraggio, piuttosto che ragazzi con poca esperienza”. Oltre a questo, molteplici sono gli aspetti cambiati radicalmente in questi decenni. A cominciare, naturalmente, dalle tecnologie utilizzate in consolle. “Un tempo si andava a lavorare con le valigie contenenti i mitici vinili, il primo amore non si scorda mai dunque bellissimi – prosegue il dj -. Poi si è passati ai cd, ora due o tre chiavette contengono un repertorio sterminato. Non solo, con i software che la tecnologia ci ha messo a disposizione siamo in grado di creare cose impensabili sino a pochi anni fa. La cosa che fortunatamente è rimasta inalterata è l’essenza del nostro lavoro, la funzione del dj di far divertire il pubblico”. Le tendenze sono invece cambiate, così come il modo di vivere e di conseguenza di svagarsi. “Una volta c’era l’aperitivo, poi la cena, poi si andava in disco. Oggi la tendenza del pubblico, vuoi per una questione di tempi ma anche di costi, è quella di unire tutto all’interno della stessa location, dunque anche per gli stessi locali si è reso necessario adeguarsi alle nuove esigenze della clientela. Negli ultimi anni, inoltre, è esplosa una grande voglia di divertimento proveniente da coloro che hanno 40 o 50 anni. Ciò sia perché spesso le situazioni sentimentali sono meno stabili rispetto al passato, che per il fatto che questa porzione di pubblico è composta da chi era adolescente quando sono nate le prime discoteche e per questo è maggiormente predisposta a fare tardi. Per tale motivo, accanto alle serate dedicate ai diversi generi musicali, all’Altromondo dal 2012 abbiamo organizzato anche quella “over 30” che sta riscuotendo un grande successo”. E se prevedere cosa accadrà nel futuro è compito arduo, le certezze non mancano. “Le tecnologie, i gusti e le tendenze cambiano in modo talmente repentino che è impossibile dire cosa accadrà nei miei prossimi 40 anni, quello che è sicuro è che questo è il lavoro che vorrei continuare a fare a lungo. La gente, di qualunque età, ha sempre più bisogno di svago e di divertimento. La nostra missione è far sì che, anche grazie al nostro lavoro – conclude Luca Belloni -, le persone riescano a evadere un po’ dalle difficoltà e dalle preoccupazioni del quotidiano”.
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