Ex prostituta si spoglia davanti al Comune di Rimini, la protesta: 'basta multe alle prostitute, sono vittime'
Aveva già fatto appello al Comune di Rimini, chiedendo zero tolleranza per chi cerca sesso a pagamento, ma contestando che il pagamento delle sanzioni fosse esteso anche alle prostitute. Adelina, un e...
Aveva già fatto appello al Comune di Rimini, chiedendo zero tolleranza per chi cerca sesso a pagamento, ma contestando che il pagamento delle sanzioni fosse esteso anche alle prostitute. Adelina, un ex prostituta di origine albanese, prosegue la sua battaglia per aiutare le schiave del marciapiede. Lo ha fatto in modo concreto, partecipando a un incontro con il Vice Sindaco di Rimini Gloria Lisi e vedendo esaudita la richiesta di una Commissione Consiliare dedicata al tema prostituzione, indetta per lunedì 26 giugno. Adelina, pur ringraziando l'Amministrazione Comunale per la disponibilità, contesta l'ordinanza sindacale che impone salata multe alle prostitute ed è pronta anche a un gesto eclatante: lo sciopero della fame. Nel contempo è stata protagonista di un gesto di protesta davanti a Palazzo Garampi: si è spogliata rimanendo in reggiseno, con disegnato sul proprio seno un codice a barre, ricordando che le 'lucciole' finiscono per essere oggetti alla mercé dei loro clienti e dei loro sfruttatori. L'abbigliamento succinto che il Comune di Rimini punisce con le multe non è un vezzo delle prostitute, quanto un obbligo da parte del racket che gestisce la prostituzione, spiega Adelina. Piuttosto che i cartelli con il divieto di prostituzione, Adelina ne chiede uno che indichi: "qui le donne vittime del racket".
14.8°