Nidi d’infanzia, a Rimini rinnovata la rete tra servizi pubblici e privati
Per il 2026-2027 il Comune stanzia 250 mila euro per ridurre le rette dei nidi convenzionati: negli ultimi anni sostenute circa 200 famiglie
Dopo la crescita dei posti disponibili e il raggiungimento degli obiettivi europei di copertura dei servizi per la prima infanzia, il Comune di Rimini compie un ulteriore passo nel percorso di consolidamento del sistema educativo 0-3 anni. La Giunta comunale ha approvato il rinnovo della convenzione con i gestori dei nidi d'infanzia privati autorizzati e accreditati del territorio, confermando il modello di rete integrata che mette in relazione l'offerta pubblica e quella privata dei servizi educativi 0-3 anni.
La convenzione rafforza alcuni degli strumenti che negli ultimi anni hanno accompagnato lo sviluppo del sistema dei servizi educativi per la prima infanzia. Tra questi, la piattaforma unica per la gestione delle iscrizioni e delle liste d'attesa, pensata per migliorare l'incontro tra domanda e offerta, ridurre il fenomeno delle iscrizioni multiple e consentire un monitoraggio più puntuale dell'andamento del sistema nel suo complesso.
Contestualmente viene confermato il sostegno economico alle famiglie che scelgono i servizi convenzionati. Per l'anno educativo 2026-2027 il Comune mette a disposizione 250 mila euro destinati all'abbattimento delle rette dei nidi aderenti alla rete integrata. Negli ultimi anni la misura ha sostenuto circa 200 famiglie riminesi. Grazie all'integrazione tra contributo comunale e bonus Inps, il costo della retta si è ridotto mediamente di oltre il 60%.
«Dopo la fase di espansione dell'offerta e il raggiungimento dei principali obiettivi di copertura - sottolinea l'Amministrazione comunale - oggi il tema è consolidare e qualificare il sistema nel suo insieme. Con il rinnovo della convenzione confermiamo una strategia che punta a governare in modo sempre più coordinato l'intero sistema educativo cittadino, mettendo in relazione programmazione, accessibilità economica, qualità dei servizi e capacità di risposta ai bisogni delle famiglie».
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