Niscemi, la collina cede di nuovo: case irrecuperabili e allarme della Protezione civile
Il versante scivola verso la piana di Gela: evacuazioni, rischio crescente e polemiche politiche sul condono edilizio
La collina di Niscemi continua a scivolare lentamente verso la piana di Gela, aggravando una situazione già definita “critica” dal capo della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano. In visita nel comune del Nisseno insieme al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, Ciciliano ha confermato che il movimento franoso è esteso e in piena attività: “L’intera collina sta crollando, alcune abitazioni non potranno più essere recuperate”.
La doppia frana che interessa l’area ha già reso necessaria l’evacuazione di numerosi residenti e apre ora il capitolo più delicato: la delocalizzazione definitiva delle famiglie che vivevano nelle zone compromesse.
Il territorio non è nuovo a fenomeni di questo tipo. Ventinove anni fa una frana devastante colpì la stessa area, che l’allora sottosegretario alla Protezione civile, Giuseppe Barberi, attribuì al “completo degrado in una zona sottoposta a vincolo geologico”.
Sul caso si innesta anche la polemica politica: tre emendamenti al Milleproroghe che rilanciano il condono edilizio del 2003 hanno scatenato le critiche di M5s e Avs, che accusano il governo di irresponsabilità e mancanza di rispetto per i territori fragili.
La priorità resta ora la messa in sicurezza dell’area e la definizione di un piano strutturale che impedisca il ripetersi di tragedie annunciate.
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