"Non chiamatela emergenza": Avs difende il lupo nel Riminese e boccia la linea Lollobrigida
Dall'aeroporto Fellini all'Assemblea Regionale: la battaglia politica sulla gestione del lupo
Gli avvistamenti sempre più frequenti di lupi anche nel Riminese, compresi episodi in aree abitate e all’aeroporto “Federico Fellini”, non indicano una sovrappopolazione della specie ma una naturale espansione in territori antropizzati. A sostenerlo è Avs attraverso un’interrogazione presentata in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna dal consigliere Paolo Burani.
Il tema è tornato al centro del dibattito ieri al Sigep di Rimini, dove il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha ipotizzato il ricorso ad abbattimenti. Un’ipotesi che Avs respinge, chiedendo invece un rafforzamento delle tutele.
“Gli avvistamenti – spiega Burani – sono legati alla disponibilità di cibo facile, come rifiuti o animali domestici incustoditi, e alla mancanza di comportamenti dissuasivi”. Secondo il protocollo Ispra–Life Wild Wolf, questi fenomeni non rappresentano un’emergenza numerica.
Burani critica anche il recente declassamento dello status di protezione del lupo approvato dal Parlamento europeo, definendolo “scientificamente infondato e rischioso”. In Emilia-Romagna, ricorda, la mortalità del lupo per cause umane è già elevata.
Da qui la richiesta alla Regione di confermare una linea di tutela rigorosa e di impegnarsi con il Governo per evitare un indebolimento delle protezioni, anche alla luce dei casi registrati sul territorio riminese.
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