Nuova classificazione dei Comuni montani, Valbonesi: “A rischio penalizzazioni per l’Appennino emiliano-romagnolo”
Il consigliere Pd chiede alla Regione interventi per tutelare i territori esclusi dall’elenco nazionale
La nuova classificazione dei Comuni montani è penalizzante per le località escluse dell’Emilia-Romagna. Questa la riflessione da cui parte il question time di Daniele Valbonesi (Pd) con riferimento all’entrata in vigore del DPCM dell’11 maggio 2026, con cui sono stati definiti i criteri per la classificazione dei Comuni montani ed è stato approvato il relativo elenco nazionale.
Secondo il consigliere, infatti, per i Comuni che non rientrano tra quelli montani ci sarebbero ricadute su finanziamenti, agevolazioni fiscali e contributive previsti dalla normativa vigente: per questo Valbonesi chiede alla Regione “quali azioni intenda intraprendere per garantire la tutela dei territori e delle imprese eventualmente penalizzati”. Il question time è stato sottoscritto anche da Barbara Lori, Matteo Daffadà, Fabrizio Castellari, Eleonora Proni, Anna Fornili, Maria Costi, Luca Sabattini, Maria Laura Arduini, Lodovico Albasi, Valentina Ancarani, Alice Parma, Elena Carletti, Luca Quintavalla del Partito democratico e Giovanni Gordini dei Civici.
“La nuova classificazione rischia di determinare la creazione di territori montani di serie A e di serie B – sottolinea Valbonesi – penalizzando in particolare numerosi Comuni appenninici che continuano a presentare le medesime caratteristiche di marginalità territoriale e socioeconomica che le politiche per la montagna dovrebbero invece contribuire a superare”. Tra le problematiche elencate, ad esempio, c’è il fatto che la perdita della qualifica di Comune montano potrebbe produrre rilevanti conseguenze sul sistema scolastico dei territori interessati, determinando il venir meno delle deroghe previste per le cosiddette "scuole di montagna" oppure il significativo aggravio dei costi per le aziende agricole operanti in aree caratterizzate da maggiori difficoltà produttive.
A rispondere per la Giunta l’assessore Davide Baruffi che per il quale “quando è entrato in vigore il dpcm che definisce i criteri per la definizione dei comuni montani si è raggiunto un pessimo risultato: la posizione della Regione è sempre stata molto netta. Crediamo infatti che aver spaccato la montagna non faccia bene a nessun territorio dell’Appennino. Le risorse a disposizione sono crollate e non avendo ancora provveduto al riparto, arriveranno troppo tardi, soprattutto per quello che riguarda le strade di montagna, a discapito di tutti. Il nostro primo impegno è quello di procedere con tempestività non appena arriveranno le risorse, il secondo riguarda la volontà di non penalizzare i comuni declassati dal Governo, il terzo sarà compensare il taglio nazionale a vantaggio di tutti i 121 comuni, il quarto lo attualizzeremo con l’assestamento di bilancio andando a stanziare ulteriori 18 milioni di euro per investimenti in montagna e nelle aree interne”.
Nella sua replica Valbonesi si è detto soddisfatto e ha rimarcato che “l’errore principale fatto dal Governo è stato dividere i territori con fragilità, ma noi continueremo a sostenere quelli esclusi perché il ruolo delle istituzioni è unirli”.
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