Nuovo centro servizi per la pesca di Rimini: arriva prima tranche di finanziamenti per 150.000 euro
Nuovo centro servizio per la pesca di Rimini, il progetto da 9 milioni prosegue il suo iter
Nuovo centro servizi per la pesca di Rimini, il Comune annuncia l’arrivo della prima tranche di finanziamenti per 150.000 euro. È infatti arrivato il via libera del Ministero dell’Agricoltura al primo stralcio del progetto.
Accolta dunque la richiesta da palazzo Garampi di dividere in due fasi la realizzazione dell’opera, con due differenti canali di finanziamento. In totale il Comune di Rimini investirà 2 milioni di euro e ne riceverà 7 per costruire un’infrastruttura ritenuta fondamentale dall’amministrazione comunale per lo sviluppo della marineria e dell’ “economia blu” riminese.
I numeri d’altra parte sono significativi, come ricordano da palazzo Garampi: 88 imbarcazioni da pesca e 300 persone imbarcate nella marineria, quasi 17.000 quintali di pescato per circa 10 milioni di euro di fatturato annuo, 450 imprese in provincia coinvolte nella filiera ittica.
Proficuo dunque il dialogo tra l’amministrazione comunale e il governo, dopo che alcuni intoppi burocratici avevano messo a rischio il progetto di costruzione, su un’area comunale alla sinistra del porto, di un moderno mercato ittico su due livelli, più un piano interrato, per una superficie complessiva di circa 5500 mq.
“L’obiettivo principale – aggiungono da palazzo Garampi – è quello di creare un polo che possa offrire locali e servizi più funzionali agli operatori e ai clienti rispetto all’attuale struttura funzionante in via Leurini nonché spazi per la valorizzazione della filiera ittica locale”.
“La concessione di questo contributo da parte del Ministero contribuisce a schiarire un po’ di nubi – è il commento dell’assessore Anna Montini – si tratta di un primo stralcio che ci permetterà, entro l’imminente scadenza prevista dal programma ministeriale (31 dicembre), di portare a termine alcuni interventi a partire dalla sistemazione dell’area anche per il rimessaggio delle reti da pesca e che poi dovrà accogliere la nuova infrastruttura”.
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