Obiettivi di 'Carta Rimini':ambiente e destagionalizzazione
Fare un uso ottimale delle risorse ambientali, monitorare in modo costante gli impatti e gli eventuali sprechi, fissare e rispettare i limiti di capacità di accoglienza, destagionalizzare sempre più i...
Fare un uso ottimale delle risorse ambientali, monitorare in modo costante gli impatti e gli eventuali sprechi, fissare e rispettare i limiti di capacità di accoglienza, destagionalizzare sempre più i flussi. Sono alcune delle raccomandazioni e proposte presentate al termine della seconda conferenza internazionale sul turismo sostenibile che si è chiusa a Riccione il 29 novembre scorso. Un’occasione per discutere su come coniugare competitività e sostenibilità per dare nuova identità alle mete turistiche, specie a quelle di massa. Sulla scia dall’Agenda europea del turismo sostenibile, è stato stilato un documento conclusivo chiamato ‘Carta di Rimini’, che si richiama agli indirizzi dell’Organizzazione mondiale del turismo, in particolare all’uso ottimale delle risorse ambientali, alla stabilità dell’occupazione nel settore, al mantenimento di un elevato livello di soddisfazione dei turisti aumentando la loro consapevolezza sui temi della sostenibilità. Nel medio-lungo periodo si punta a ridurre al minimo e gestire i rischi; riflettere gli impatti sui costi; fissare e rispettare i limiti nella capacità di accoglienza. La Carta di Rimini riserva particolare attenzione alla sfida del turismo sostenibile nelle mete turistiche di massa, per le quali è fondamentale gestire il rapporto fra i flussi turistici e gli abitanti. Per questo sono state individuate una serie di raccomandazioni. Tra queste: destagionalizzare, diversificare e qualificare l’offerta turistica; favorire il passaggio dalla gestione delle strutture ricettive in affitto alla proprietà delle stesse attraverso incentivi.
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