Omicidio Nada Cella, dopo 30 anni arriva la sentenza
Il cold case riaperto nel 2021 giunge al verdetto: il pm chiede l’ergastolo per l’ex docente Anna Lucia Cecere e quattro anni per Marco Soracco per favoreggiamento
Dopo trent’anni di attesa, è arrivata la sentenza sull’omicidio di Nada Cella, la giovane segretaria uccisa il 6 maggio 1996 a Chiavari nello studio del commercialista Marco Soracco, per il quale lavorava. Un delitto rimasto a lungo irrisolto e riaperto come cold case nel 2021, che oggi giunge a un momento decisivo.
Nel processo, il pubblico ministero ha chiesto la condanna all’ergastolo per Anna Lucia Cecere, ex docente accusata di essere l’autrice materiale dell’omicidio, e una pena di quattro anni di reclusione per Marco Soracco per il reato di favoreggiamento.
Secondo l’accusa, Cecere avrebbe ucciso Nada Cella perché desiderava prendere il suo posto di lavoro e conquistare anche l’attenzione e l’affetto del commercialista. Sempre secondo la ricostruzione della Procura, Soracco e la madre Marisa Bacchioni — successivamente uscita dal processo — avrebbero mentito nel corso delle indagini, contribuendo a coprire la presunta assassina.
La vicenda di Nada Cella rappresenta uno dei casi giudiziari più noti e dolorosi della cronaca ligure, simbolo di una lunga ricerca di verità e giustizia che, dopo tre decenni, sembra finalmente giunta a una svolta.
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