Operazione Mani d'oro, la Cgil: "Caporalato e sfruttamento presente anche nell'industria""

Il sindacato chiede più controlli a Rimini, il rinnovo del Protocollo sugli appalti e l'attivazione del tavolo sui beni confiscati

A cura di Redazione
08 ottobre 2026 11:33
Operazione Mani d'oro, la Cgil: "Caporalato e sfruttamento presente anche nell'industria"" - Foto di archivio
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L'operazione "Mani d'oro" riaccende l'attenzione anche a Rimini sul rischio di infiltrazioni dell'illegalità nel mondo del lavoro e dell'economia. La CGIL di Rimini interviene dopo l'inchiesta della Guardia di Finanza, che ha acceso i riflettori su un possibile sistema di somministrazione illecita di manodopera, evasione fiscale e riciclaggio con ramificazioni anche nel territorio riminese.

Secondo il sindacato, l'aspetto più preoccupante è che fenomeni come caporalato e sfruttamento non riguarderebbero soltanto i settori tradizionalmente più esposti, ma starebbero interessando anche comparti industriali e manifatturieri, compreso quello metalmeccanico. Un fenomeno che, secondo la CGIL, finisce per alterare la concorrenza e penalizzare le imprese che rispettano contratti e diritti dei lavoratori. Nel mirino viene indicato anche il possibile legame tra evasione fiscale, riciclaggio e gioco d'azzardo, considerato un ulteriore elemento di preoccupazione per il territorio.

La CGIL richiama poi il tema dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Secondo gli ultimi dati citati dal sindacato, in provincia di Rimini sono oltre 90 gli immobili confiscati e tra questi figurano quasi 20 aziende. Per l'organizzazione, numeri che confermano la necessità di mantenere alta l'attenzione sulle modalità con cui le mafie possono infiltrarsi nel tessuto economico attraverso il riciclaggio e l'acquisizione di attività produttive.

Da qui la richiesta di una risposta coordinata da parte delle istituzioni. Tra le priorità indicate c'è l'istituzione e la piena operatività del Tavolo di monitoraggio dei beni e delle imprese confiscate in Prefettura, che secondo la CGIL è ancora inattuato. Lo strumento dovrebbe consentire di monitorare il fenomeno e favorire il ritorno alla legalità e alla collettività dei beni sottratti alla criminalità. Il sindacato chiede inoltre di rinnovare con urgenza il Protocollo provinciale sugli appalti, per evitare che la catena dei subappalti diventi terreno fertile per dumping contrattuale, elusione contributiva e sfruttamento. L'obiettivo è estendere la cultura della legalità e della qualificazione del lavoro anche agli appalti privati, dove, secondo la CGIL, le tutele sono spesso più fragili.

La CGIL di Rimini assicura infine che continuerà a lavorare sul fronte della qualità del lavoro e del contrasto all'illegalità economica, chiedendo anche alle associazioni datoriali di essere in prima linea contro chi calpesta la dignità dei lavoratori.

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