Paolini (FdI): “A Riccione problema nell’offerta turistica, non nelle forze dell’ordine”
Il capogruppo di Fratelli d’Italia critica l’amministrazione comunale: “Serve alzare il livello del turismo, no al low cost che attira degrado” e avverte su possibili criticità per la stagione estiva
“Non è un problema di forze dell’ordine, questo va premesso e deve essere ben chiaro. Noi siamo orgogliosi e certi del lavoro che carabinieri, polizia di Stato, guardia di finanza ed altri Corpi svolgono per il bene e la sicurezza della città”.
Lo afferma Stefano Paolini, coordinatore e capogruppo di Fratelli d’Italia Riccione, intervenendo sul tema della sicurezza e della stagione turistica in città.
Secondo Paolini, però, le criticità sarebbero da ricercare altrove: “Il problema è invece l’offerta turistica e qui chiamo in causa le politiche dell’Amministrazione comunale ancora una volta deludente nel suo agire”.
Il giudizio si fa più duro nel prosieguo dell’intervento: “Se a Riccione arriva la feccia fin da maggio vuol dire solo una cosa: che la politica turistica è talmente di basso livello da attirare gente pericolosa e irrequieta, bande di balordi e delinquenti che rischiano di compromettere il buon nome della località. Non possiamo permetterci questo”.
Per l’esponente di Fratelli d’Italia, la città dovrebbe cambiare strategia: “Riccione merita di alzare l’asticella. Come? Cambiando l’offerta turistica in meglio, cercando di privilegiare non solo e sempre il low cost ma guardando a quel turismo d’élite che una volta era il nostro fiore all’occhiello”.
Critiche anche all’amministrazione comunale: “L’assessorato al turismo e il sindaco purtroppo a questo nemmeno pensano, convinti come sono che sia sufficiente portare gente e aumentare i numeri per farsi belli davanti a tutti”.
E ancora: “È il solito modo di intendere le cose di quella sinistra austera e schiava delle sue idee a tal punto da privilegiare la scarsa qualità alle legittime aspirazioni che hanno permesso di dare alla nostra città il soprannome di Perla dell’Adriatico”.
Infine, l’appello e l’avvertimento: “Cerchiamo nelle decisioni strategiche di chi guida la città gli errori e le lacune e cerchiamo di porvi rimedio. Noi, come sempre, siamo disponibili al confronto e alla collaborazione. Ma se ogni volta che proviamo a dialogare ci chiudono le porte in faccia possiamo ben poco. Prepariamoci al peggio, allora. Temo che risse, caos e agenti feriti siano solo l’inizio di un’altra stagione da dimenticare”.
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