STORIE, SENTIMENTI E LETTERATURA

Paolo e Francesca, il fascino senza tempo dell'amore proibito

Da Dante ai social, sette secoli non hanno cambiato il nostro modo di raccontare le passioni impossibili

A cura di Redazione Redazione
01 novembre 2026 06:30
Paolo e Francesca, il fascino senza tempo dell'amore proibito -
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Una storia d'amore finita all'Inferno, ma diventata immortale. La scrittrice Marika Sangalli ripercorre la vicenda di Paolo e Francesca e si interroga sul fascino delle relazioni complicate.

Dante li ha messi all’Inferno. Noi, sette secoli dopo, probabilmente avremmo dedicato loro una playlist romantica. Magari accompagnata da una frase malinconica sui social, di quelle che parlano di anime destinate a incontrarsi nel momento sbagliato. Perché abbiamo uno straordinario talento nel trasformare le complicazioni sentimentali in poesia. Soprattutto quando le complicazioni non sono le nostre.

Paolo e Francesca sono diventati il simbolo dell’amore proibito. Due amanti, un bacio, un libro galeotto e una tragedia. Manca soltanto il lieto fine, ma evidentemente non è mai stato indispensabile per diventare immortali.

Francesca da Rimini, sposata con Gianciotto Malatesta, si innamora di Paolo, fratello del marito. Secondo la tradizione, entrambi vengono uccisi dopo la scoperta della loro relazione. Una vicenda legata alla storia della Romagna che Dante trasforma in uno degli incontri più intensi della Divina Commedia.

Nel quinto canto dell’Inferno, i due amanti sono trascinati da una bufera incessante, insieme a coloro che hanno lasciato prevalere la passione sulla ragione. Eppure Dante, ascoltando Francesca, prova una pietà così grande da perdere i sensi.

Francesca racconta che tutto ebbe inizio leggendo la storia di Lancillotto e Ginevra. Arrivati al momento del bacio, Paolo la bacia. «Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse.» In sostanza, è tutta colpa del romanzo.

Del resto, trovare un responsabile esterno alle nostre scelte sentimentali è un’abitudine che non abbiamo mai abbandonato. Un tempo era un libro. Oggi può essere una coincidenza, uno sguardo, un messaggio arrivato nel momento sbagliato. Il destino, bisogna riconoscerlo, gode di una pessima reputazione: gli attribuiamo decisioni che spesso abbiamo preso benissimo da soli.

Ma perché ciò che ci è proibito diventa così desiderabile?

Forse perché il divieto aggiunge tensione. L’attesa amplifica ogni gesto, gli ostacoli rendono gli incontri più preziosi e l’incertezza trasforma persino un piccolo segnale in una promessa.

Ci sono amori che non possiamo vivere alla luce del sole, eppure occupano ogni angolo dei nostri pensieri. Ci abituiamo agli spazi concessi, ai momenti rubati, alle promesse che sembrano sempre sul punto di diventare realtà. E a volte ci convinciamo che, se un sentimento resiste a tutto questo, debba necessariamente essere amore.

Ma resistere non significa sempre essere felici. Il problema è che non tutti gli amori complicati sono falsi. Alcuni sono terribilmente veri. Ed è proprio questo a renderli difficili da lasciare andare.

Sette secoli dopo, continuiamo a ripeterci: «Non potevo farne a meno», «Era più forte di me». Forse è vero. Ma provare qualcosa di straordinario non significa necessariamente che ogni nostra scelta lo sia altrettanto.

Dante ci mostra quanto sia facile commuoversi davanti a una grande passione, anche quando ne conosciamo già le conseguenze.

E allora, forse, la domanda non è perché Paolo e Francesca ci emozionino ancora. È se ci innamoriamo davvero di qualcuno o, qualche volta, anche di tutto ciò che ci impedisce di averlo.

Marika Sangalli

Marika Sangalli è nata a Milano.

La scrittura ha sempre accompagnato il suo modo di osservare persone, luoghi ed emozioni: prima attraverso pensieri, frasi e poesie, poi nella forma del romanzo. Restare è un verbo silenzioso è il suo esordio nella narrativa ed è pubblicato da Carthago Edizioni.

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