Papa Leone: "Rimini non sia solo divertimento, ma anche accoglienza"

Il Pontefice celebra Messa al porto davanti a una folla imponente e richiama la tradizione solidale della Romagna

A cura di Redazione Redazione
22 agosto 2026 20:06
Papa Leone: "Rimini non sia solo divertimento, ma anche accoglienza" - Papa Leone a Rimini www.altarimini.it RIPRODUZIONE RISERVATA
Papa Leone a Rimini www.altarimini.it RIPRODUZIONE RISERVATA
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Alle 18.30 in punto Papa Leone XIV comincia a camminare verso l’altare. Indossa una casula verde e davanti a lui, oltre il palco, c’è il mare. Il coro accompagna i suoi passi, mentre tra la folla qualcuno alza il telefono per fermare l’immagine. Da una parte l’Adriatico, dall’altra il pontefice pronto a celebrare la messa. È così che Rimini arriva all’ultimo appuntamento della giornata con il Papa. Sotto l’altare ci sono 580 coristi e 180 orchestrali. I canti si intrecciano con la liturgia e riempiono piazzale Boscovich, trasformato per l’occasione in un grande spazio per la celebrazione. Sotto il palco-altare trovano posto circa 25 mila fedeli. Gli altri si distribuiscono lungo la spiaggia e nelle zone vicine, seguendo la messa attraverso i maxi schermi. Le stime cambiano: c’è chi parla di 30 mila persone, chi di 40, chi arriva a 50 mila. Un numero preciso è quasi impossibile da contare. Quello che si vede è un lungo fiume di persone. La messa al porto è l’ultimo atto di una giornata cominciata alle 9 a San Marino. Per ore la macchina organizzativa ha accompagnato il viaggio di Leone XIV tra controlli, transenne, volontari e migliaia di fedeli. Ora tutto arriva alla prova finale, quella più attesa: la celebrazione davanti al mare di Rimini.

Alle 18.50 arriva il momento dell’omelia. Leone XIV guarda l’assemb, “sono felice di celebrare questa Eucaristia con voi», dice. «Lo faccio dopo una giornata intensa». Poi torna al motivo per cui migliaia di persone sono riunite davanti a lui: “Siamo qui perché crediamo che Gesù sia il Messia, l’inviato nel mondo per servire e dare la sua vita e il riscatto per molti” Il Papa cita quindi don Oreste Benzi e una sua frase. ”La nostra vocazione vuol dire lasciarci conformare a Cristo che espia il peccato del mondo”.

Poi il discorso si sposta sulla terra che lo sta ospitando. Sulla Romagna. “La gente di Romagna è gioviale di indole, lavoratrice, solidale, laboriosa”, dice Leone XIV. E proprio da qui parte una riflessione sull’accoglienza che riguarda una terra abituata da decenni a ricevere persone da ogni parte d’Italia e del mondo. “È certamente anche per questa ricchezza, oltre che per le bellezze naturali e artistiche della costa Adriatica e dell’entroterra, che tantissime persone, da molte parti d’Italia e del mondo, si recano qui, ogni anno, per le loro vacanze”. Il Papa guarda quindi al modo in cui questa terra accoglie chi arriva. “Vorrei incoraggiarvi a portare avanti l’impegno con cui cercate di far sì che questo territorio sia accogliente, oltre che per il ristoro e il divertimento, anche per lo spirito”

Intorno all’altare la celebrazione prosegue con una macchina organizzativa che coinvolge centinaia di persone. Ci sono 210 diaconi e altre 210 persone incaricate di accompagnare la distribuzione dell’Eucaristia con gli ombrelli. Accanto al Papa ci sono il vescovo di Rimini Nicolò Anselmi e il cardinale Matteo Maria Zuppi.
Prima della conclusione prende la parola proprio Anselmi. Si rivolge direttamente a Leone XIV: “Grazie per essere venuto a trovarci, Padre Santo. Ci siamo preparati nella preghiera, nel silenzio, nell’ascolto”. Poi sorride pensando ai giorni trascorsi a organizzare la visita: “Ci siamo impegnati, ma ci siamo anche divertiti ad organizzare tutto ciò” Poi i doni. Anselmi ringrazia il Papa per il calice che ha portato alla diocesi e annuncia ciò che Rimini vuole lasciare a Leone XIV. “Il primo regalo che le facciamo noi è prima di tutto la preghiera. Nei prossimi mesi pregheremo ancora più intensamente per lei e per la pace”.

Il secondo e terzo regalo, invece, sarà concreto. Due opere che la diocesi si impegna a sostenere: la sistemazione del campo da calcio del carcere e la partecipazione, attraverso la Conferenza episcopale italiana, alla costruzione di un ospedale. Poi l’ultima frase, quasi una consegna per la città che ha davanti il mare: “Vorremmo che il nostro mare sia veicolo di amore, da qui fino alle coste di Lampedusa, della Palestina e del resto del mondo”.

La messa è finita e il giorno di Papa Leone a Rimini anche. Il coro torna a riempire il piazzale e la spiaggia. Migliaia di persone restano ferme ad ascoltare, con il mare alle spalle e gli occhi rivolti verso il palco.

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