Pennabilli, perde la casa all'asta ma rende impossibile la vita alla nuova proprietaria: condannata
Due fronti giudiziari aperti: uno penale e uno civile. La vecchia proprietaria condannata a 9 mesi di reclusione
Un immobile nel comune di Pennabilli è stato oggetto di una lunga vicenda giudiziaria che dal 2017 ha coinvolto una cittadina riminese e la precedente proprietaria, che aveva perso il bene a seguito di un'asta successiva a liquidazione dei beni post fallimento. Quest'ultima, nonostante l'acquisto all'asta fosse pienamente esecutivo, si rifiutò di lasciare l'immobile, rendendo necessario l'intervento dell'ufficiale giudiziario. Ma i guai per la nuova proprietaria non era finiti.
In primis si ritrovò un immobile con gli impianti e altre parti interne danneggiate, inoltre la vecchia proprietaria iniziò a rivendicare un presunto diritto su un terreno confinante, regolarmente acquistato dalla riminese, utilizzandolo per "parcheggiarvi" dei mobili: da qui una serie di condotte, che quest'ultima ha denunciato, portando all'imputazione in un processo per atti persecutori. Accessi abusivi al fondo, rimozione di delimitazioni, piantumazione di arbusti, tentativi di attivazione di utenze, installazione di telecamere orientate verso la proprietà altrui, presenza quotidiana sul posto: queste le condotte oggetto di indagine. Inoltre, secondo quanto denunciato dalla riminese, la vecchia proprietaria dormiva all'interno dell'auto nei pressi dell'abitazione, non facendo mancare alcune frasi minacciose: "Mi riprenderò casa in tutti i modi, sei un ladra, questa è casa mia, sistemala bene tanto torno". Nemmeno un’ordinanza di sgombero emessa dal sindaco del Comune di Pennabilli riusciva a porre fine alla situazione: la vecchia proprietaria, dopo aver inizialmente spostato il mobilio, tornava sul terreno, recintandolo nuovamente e proseguendo nelle attività contestate.
Solo a seguito di un sequestro preventivo disposto dalla Procura della Repubblica di Rimini, disposto dal sostituto procuratore Davide Ercolani, nell’ambito del procedimento penale per atti persecutori a carico della vecchia proprietaria, riusciva a riportare la situazione alla normalità, prima delle pronunce del giudice.
Quello penale, lo scorso gennaio, ha condannato per atti persecutori la vecchia proprietaria a 9 mesi di reclusione, con concessione della sospensione condizionale, subordinata alla partecipazione a un percorso di recupero, oltre al risarcimento dei danni in favore della parte civile. Sul piano civile il Tribunale di Rimini, nei giorni scorsi, ha definitivamente rigettato la domanda con la quale l’ex proprietaria aveva tentato di far accertare l’intervenuta usucapione del terreno, escludendo la sussistenza di un possesso utile ai fini dell’acquisto a titolo originario e ponendo così fine anche all’ultimo fronte giudiziario aperto.
"Le due pronunce, penale e civile, chiudono una vicenda che si protraeva da quasi un decennio, caratterizzata da ripetuti interventi delle forze dell’ordine e da un contenzioso articolato e complesso", spiegano gli avvocati della persona offesa, Mattia Lancini e Giacomo Chiari, che "nel ringraziare l’Autorità Giudiziaria riminese, sia penale sia civile, per l’attenzione e la scrupolosità con cui è stata esaminata la vicenda, esprimono soddisfazione per un esito che ha finalmente ristabilito la legalità e consentito alla loro assistita di riappropriarsi pienamente della propria serenità, dopo anni di condotte intrusive e conflittualità giudiziaria".
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