Pensioni, dal 2029 possibile slittamento di tre mesi
La Ragioneria dello Stato: requisiti legati agli adeguamenti Istat accertati a consuntivo
A partire dal 2029, i requisiti anagrafici e contributivi per l’accesso alla pensione potrebbero aumentare di ulteriori tre mesi. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento del Rapporto della Ragioneria Generale dello Stato, che tiene conto del meccanismo di adeguamento automatico all’aspettativa di vita.
Secondo le stime contenute nel documento, nel biennio 2029-2030 l’età richiesta per la pensione di vecchiaia potrebbe salire a 67 anni e 6 mesi, mentre per la pensione anticipata il requisito contributivo arriverebbe a 43 anni e 4 mesi, con una riduzione di un anno per le donne, come previsto dalla normativa vigente.
La Ragioneria dello Stato precisa tuttavia che si tratta di proiezioni e che gli adeguamenti effettivamente applicati saranno determinati solo sulla base dei dati definitivi. «In ogni caso – si legge nel rapporto – gli adeguamenti effettivamente applicati risulteranno quelli accertati dall’Istat a consuntivo».
Il sistema pensionistico italiano, infatti, prevede che l’innalzamento dei requisiti avvenga esclusivamente in funzione delle variazioni dell’aspettativa di vita rilevate dall’Istat. Solo dopo la certificazione ufficiale di tali dati sarà quindi possibile confermare o meno l’aumento ipotizzato dei requisiti per il pensionamento dal 2029.
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