Pensioni, dal 2029 si lavorerà di più: l'età di vecchiaia sale a 67 anni e 6 mesi

Rapporto Ragioneria: scattano gli adeguamenti, pensione più lontana

A cura di Glauco Valentini Redazione
23 gennaio 2026 19:25
Pensioni, dal 2029 si lavorerà di più: l'età di vecchiaia sale a 67 anni e 6 mesi -
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Dal 2029 potrebbe essere necessario lavorare più a lungo per accedere alla pensione. Secondo l’ultimo aggiornamento del Rapporto della Ragioneria generale dello Stato sulle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico, l’età pensionabile sarebbe destinata ad aumentare di tre mesi nel biennio 2029-2030 e di altri due mesi nel 2031.

Nel dettaglio, i requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia salirebbero a 67 anni e 6 mesi a partire dal 2029. Parallelamente aumenterebbero anche i requisiti per il pensionamento anticipato, che passerebbero a 43 anni e 4 mesi di contributi, con un anno in meno previsto per le donne, secondo la normativa vigente.

L’ipotesi ha immediatamente acceso il dibattito politico. Le opposizioni attaccano: il Partito Democratico chiede “un intervento legislativo che blocchi la tendenza all’aumento automatico dell’età pensionabile”, mentre il Movimento 5 Stelle sollecita dal governo un chiarimento immediato sui contenuti del rapporto e sulle intenzioni future.

In forte agitazione anche i sindacati, che temono un ulteriore irrigidimento del sistema a danno dei lavoratori, soprattutto di quelli impiegati in mansioni gravose. Le organizzazioni sindacali chiedono l’apertura di un tavolo di confronto con l’esecutivo per discutere una riforma complessiva che tenga conto delle diverse condizioni lavorative e sociali.

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