San Leo sulla confezione del pollo, scoppia il caso sull’immagine della Fortezza
Il Comitato Per la Valmarecchia contesta l’uso del nome e del monumento sulle etichette
Per Guidi, il Pollo Settanta della linea Terra di Romagna è un prodotto che garantisce qualità anche attraverso la territorialità: questo marchio è associato esclusivamente ad animali allevati senza l'uso di antibiotici entro 70 chilometri dalla sede di lavorazione, il macello di proprietà della Società agricola Guidi di Roncofreddo ss, che è appunto a Roncofreddo, in provincia di Forlì-Cesena.
Sulla confezione del Pollo Settanta, nell’aprile del 2026, è raffigurata la Fortezza di San Leo, che si trova a qualche decina di chilometri da Roncofreddo, nella valle del fiume Marecchia e in provincia di Rimini. Si tratta di un monumento, la cui riproduzione dipende dai contenuti della “Linee guida per la determinazione degli importi minimi dei canoni e dei corrispettivi per la concessione d’uso dei beni in consegna agli istituti e luoghi della cultura del Ministero della Cultura”, aggiornate con Decreto Ministeriale n. 108 del 21/03/2024.
Interpellata, la Direzione regionale musei Emilia-Romagna del Ministero della Cultura, che ha sede a Bologna, ha comunicato che non risultano autorizzazioni rilasciate all’uso dell’immagine della Fortezza di San Leo sulle confezioni del Pollo Settanta commercializzato dall’azienda Guidi.
A sollevare il problema, con una PEC inviata all’azienda Guidi, è stato il Comitato PER la Valmarecchia, nato nel 2023 per tutelare il territorio di fronte all’avvio di un’attività di allevamento avicolo industriale da parte di Fileni. Il 7 aprile ha indirizzato una PEC all’azienda, chiedendo di conoscere, tra l’altro, se l’uso del nome “San Leo” “sia stato oggetto di accordi, autorizzazioni o intese con enti pubblici o soggetti privati”, trattandosi appunto di un monumento. Secondo Guidi, che ha risposto pochi giorni dopo, l'utilizzo “si colloca in un progetto comunicativo dell'identità dell'Azienda che, da sempre, si caratterizza per un forte legame con il proprio territorio d'origine, la Romagna” e il rischio di ledere il Codice del consumo sarebbe evitato con l’uso della dicitura: “L'immagine in etichetta non ritrae il comune/luogo specifico di allevamento e produzione del prodotto”.
Secondo il Comitato, però, “San Leo è uno dei borghi più belli e iconici della Valmarecchia". Il fatto che "un’azienda avicola abbia scelto di utilizzare il nome San Leo sulle etichette dei propri prodotti, accostandolo a un busto di pollo confezionato [...] rischia di creare un’associazione impropria tra il nostro territorio e il settore avicolo industriale”.
Luca Martinelli
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