Pompe di calore e rinnovabili, boom di richieste in Romagna: cosa finanzia il Conto Termico 3.0

Incentivi fino al 65%, in tanti si stanno attivando

A cura di Redazione
24 febbraio 2026 15:28
Pompe di calore e rinnovabili, boom di richieste in Romagna: cosa finanzia il Conto Termico 3.0 - foto Ansa
foto Ansa
Condividi

Il nome gira da mesi tra assemblee condominiali, imprese termoidrauliche e studi tecnici: Conto Termico 3.0. Non è una detrazione fiscale, ma un contributo in conto capitale gestito dal GSE, pensato per interventi “di piccole dimensioni” di efficientamento e produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Il perimetro è nazionale, ma l’effetto si vede soprattutto nei territori dove la domanda di riqualificazione è più viva: e anche in Romagna la parola chiave è diventata una sola, “opportunità”.

Il meccanismo, aggiornato dal D.M. 7 agosto 2025 e entrato in vigore a fine 2025, mette sul piatto una dotazione da 900 milioni di euro l’anno, divisa tra 500 milioni per i privati (con una quota destinata alle imprese) e 400 milioni per le Pubbliche Amministrazioni, più una quota dedicata alle diagnosi energetiche.

L’incentivo può arrivare fino al 65% delle spese ammissibili e, in condizioni specifiche, fino al 100% per alcuni interventi su edifici pubblici (ad esempio in Comuni sotto una certa soglia demografica).

Cosa cambia, nella pratica? “Per chi ristruttura casa o valuta un salto di qualità dell’impianto - spiega Alessandro Di Giorgio, geometra e socio del Gruppo I-Service - il Conto Termico torna centrale perché accorcia i tempi rispetto ai bonus ‘a recupero fiscale’ e perché è costruito su interventi tecnici molto concreti: sostituzioni di generatori, impianti a rinnovabili termiche, soluzioni che riducono consumi e emissioni. È anche uno strumento che, negli ultimi aggiornamenti, punta a ‘fare ordine’ tra regole, transizioni e canali di accesso, con la pubblicazione delle Regole Applicative e l’aggiornamento delle procedure. In Emilia-Romagna il contesto è favorevole: tra politiche regionali e bandi su efficientamento e comunità energetiche, il tema della transizione è entrato stabilmente nelle agende locali”.

E qui si innesta la dinamica romagnola: tra Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini cresce la domanda di accompagnamento, non solo per scegliere la tecnologia migliore (pompa di calore? ibrido? solare termico?), ma per tradurre l’idea in una pratica corretta. Non è un caso che sul territorio siano presenti reti e sportelli che informano cittadini e condomìni, come quelli inseriti nella rete regionale dei servizi territoriali, e che la consulenza energetica stia diventando un passaggio quasi obbligato per evitare errori, ritardi e documentazione incompleta.

A spingere, poi, è anche la curva di mercato: le pompe di calore — uno degli interventi più discussi — mostrano segnali di crescita nelle previsioni di settore, e la domanda si sposta sempre più su sostituzioni e retrofit del patrimonio esistente, tipico dei nostri centri urbani e delle case costruite tra anni ’60 e ’90.

In questo scenario, aumentano gli operatori che “stanno in mezzo” tra famiglie, imprese installatrici e regole: consulenti energetici, studi tecnici, amministratori condominiali più strutturati, e anche realtà immobiliari che integrano competenze di efficientamento nei propri servizi. In Romagna, gruppi come I-service si inseriscono in questo filone soprattutto come supporto di progetto e di percorso - dall’analisi preliminare alla scelta dell’intervento - in un mercato che chiede meno slogan e più chiarezza: tempi, requisiti, massimali e risultati misurabili. I tecnici di I-service sono esperti nel settore da anni, con una solida esperienza nella gestione di progetti di efficienza energetica e sostenibilità. La loro competenza permette di garantire interventi di alta qualità, massimizzando i benefici derivanti dagli incentivi del Conto Termico.

Alessandro Di Giorgio

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail