Psichiatria romagnola in missione in Etiopia: prosegue il progetto di cooperazione a Wolisso
Le dottoresse Di Marco e Pacetti dell’Ausl Romagna impegnate al St. Luke Hospital per rafforzare la salute mentale, la formazione e il supporto alle vittime di violenza di genere
Prosegue e si consolida l’impegno della psichiatria romagnola nel Corno d’Africa. Anche per il 2026, infatti, le dottoresse Simona Di Marco e Monica Pacetti, psichiatre rispettivamente presso il Centro Salute Mentale di Rimini e di Forlì di Ausl Romagna, sono rientrate a fine aprile dopo 15 giorni di missione umanitaria trascorsi all’Ospedale St. Luke di Wolisso, stato regionale dell’Oromia, situato a 120 km da Addis Abeba.
L’attività si inserisce all’interno di un progetto di cooperazione internazionale co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna (Progetto Roots - Resilience Through Outreach, Opportunity, Treatment And Support) coordinato dalla ONG riminese Cittadinanza ETS (Presidente Maurizio Focchi, Direttore esecutivo Alessandro Latini, Direttrice progetto Giulia Tarducci), in diretta collaborazione con l’Ausl Romagna (coordinato dai direttori Pietro Nucera, Riccardo Sabatelli e Francesco Sartini).
Tale collaborazione, nata nel 2023, vede la partecipazione attiva delle due specialiste romagnole in un percorso di continuità volto al rafforzamento dei servizi sanitari locali.
Un ponte tra la Romagna e Wolisso
La missione ha come fulcro l'Ospedale St. Luke di Wolisso, costruito e gestito da Medici con l’Africa CUAMM dal 2000, dove le dottoresse Di Marco e Pacetti collaborano a stretto contatto con il personale locale per potenziare alcune aree sanitarie critiche:
· - Mental Health Unit (MHU): Supporto clinico e formativo per la gestione delle patologie psichiatriche, in un contesto dove l’accesso alle cure mentali è ancora limitato e spesso gravato da stigma sociale. La collaborazione è attiva con il team di operatori costituito da un infermiere specializzato in psichiatria (Sintu Wujira), una infermiera (Fenet Shiferaw) e uno psicologo (Naol Mulisa).
· - Gender-Based Violence (GBV): Implementazione dei protocolli di accoglienza e supporto per le vittime di violenza di genere, un settore di intervento fondamentale all’interno dell’ospedale per garantire protezione e cure multidisciplinari alle donne e bambine sopravvissute a violenza di genere. Il team è costituito da due infermiere (Fenet Shiferaw e Yeserash Wolde) e una psicologa counselor (Besha Mechal).
· - Formazione degli operatori: Corsi di formazione rivolti al personale infermieristico, specializzato in psichiatria, di quattro ospedali governativi situati nei dintorni di Wolisso (Ameya District Hospital, Tulubollo Generale Hospital, Wolkyeti Universal Hospital, Wolisso General Hospital) e agli operatori degli Health Centers.
· - Ricerca: in relazione all’alto tasso di frequenza di tentativi suicidari dei pazienti che accedevano al St. Luke Hospital, è stata svolta una ricerca sui tentativi di suicidio.
L'importanza della continuità
“Tornare a Wolisso ogni anno dal 2023 ci permette di non limitarci a un intervento emergenziale – spiegano le due psichiatre coinvolte nell’iniziativa - ma di costruire un vero progetto di sviluppo. L’obiettivo è il consolidamento di competenze e la creazione di una rete solida tra la Mental Health Unit e i reparti di emergenza, affinché il supporto alla salute mentale e alle vittime di violenza diventi una prassi strutturata e sostenibile per l’Ospedale St. Luke”.
Il valore della cooperazione
- La partecipazione di professionisti dell’Azienda USL della Romagna a missioni internazionali rappresenta un valore aggiunto sia per i Paesi riceventi, che per l’intero servizio sanitario regionale. Lo scambio di esperienze tra contesti diversi arricchisce il bagaglio umano e professionale dei professionisti, promuovendo una visione della salute come diritto universale e globale.
Il progetto è reso possibile grazie alla sinergia tra l’Ausl Romagna, i CSM di Forlì e Rimini, e Cittadinanza ETS, associazione che da 27 anni si occupa di salute mentale e disabilità nei Paesi a basso reddito, dimostrando il ruolo attivo di attori del territorio romagnolo nella cooperazione internazionale.
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