Qualità della vita di anziani, giovani e bambini: Rimini all'85esimo posto nella classifica del Sole24ore
Bene i servizi per l’infanzia e l’offerta culturale per i giovani, ma pesano affitti alti e scarse reti familiari

Bolzano svetta nella graduatoria sulla Qualità della vitadegli over 65, pubblicata dal Sole 24 ore, seguita da Treviso e Trento. Gorizia si conferma, per il secondo anno consecutivo, in testa nell’indice rivolto ai giovani, che fotografa le opportunità offerte dai territori ai residenti tra 18 e 35 anni, inseguita proprio da Bolzano, Cuneo e Trieste. Infine, Lecco, Siena e Aosta occupano il podio della graduatoria che misura il benessere dei bambini.
I dati di Rimini
Riminisi piazza all’85esimo posto per quanto riguarda la categoria “Qualità della vita” riferita ai bambini. Nella sottocategoria “bambini che hanno usufruito dei servizi comunali per l’infanzia” ha il miglior piazzamento: 17esima. Il peggiore è “Relazioni sociali – parenti su cui contare”: 100esimo posto. Al 49esimo per “delitti denunciati a danno di minori”.

La nostra provincia si posiziona al 64esimo posto per “Qualità della vita” riferita ai giovani. Il miglior piazzamento è nella sottocategoria “Spettacoli-locali e organizzatori”: 6° posto. Il peggiore è “Canone di locazione” dove Rimini si trova al 104esimo posto. 86esimo posto per “incidenti stradali notturni” tra le 22 e le 6.

Nella categoria “Qualità della vita” per gli anziani, Rimini si piazza al 59esimo posto. Nella sottocategoria “Geriatri” Professionisti attivi ogni 10mila residenti, Rimini si posiziona al 12esimo posto. E’ al 96esimo posto per “Consumo di farmaci per malattie croniche”. Al 64esimo posto per “Persone sole”

L’indagine e i nuovi indicatori
La Qualità della vita per fasce d’età del Sole 24 Ore rappresenta, da alcuni anni, un’utile bussola per fare il punto sulle fragilità di un paese in piena crisi demografica, dove sempre più spesso si invoca la necessità di un patto generazionale che – anche attraverso i fondi del Pnrr – raccolga investimenti per lo sviluppo e il futuro del Paese. Le tre graduatorie verranno incluse nella classifica di fine anno, la 36esima edizione della Qualità della vita.
Ciascuno dei tre indici sintetici generazionali è calcolato su parametri statistici, forniti da fonti certificate (tra cui Istat, Infocamere, Iqvia, Siae, Tagliacarne) in grado di raccontare il livello di benessere nei territori. Questo lavoro è nato come progetto sperimentale nel 2021 e quest’anno si arricchisce di nuovi indicatori (passando da 12 a 15 parametri per ciascuna graduatoria). Si consolida così il metodo di indagine, nonostante l’evidente carenza di dati territoriali capaci di raccontare queste specificità ancora costituisca un limite nell’analisi dei servizi o degli aspetti di vita dedicati alle tre fasce generazionali. Tra i nuovi indicatori inseriti in questa edizione si segnalano le risposte rilevate da Istat nell’ultima indagine sul «Benessere e sicurezza delle persone» sulla qualità delle reti familiari (presenza di parenti su cui contare) e sulla sicurezza percepita (paura di camminare la sera al buio in strada). Inseriti anche gli incidenti stradali notturni, che troppo spesso coinvolgono i più giovani nelle grandi città italiane (Milano è ultima in questo parametro) e il consumo di farmaci contro l’obesità, sempre più diffusi tra gli anziani.
Le province del Mezzogiorno
Gli indici generazionali, al netto di alcuni exploit, restituiscono dinamiche ormai consolidate nella “distribuzione” del benessere territoriale in Italia. Quasi sempre, infatti, le province del Sud si trovano in coda alla classifica: Trapani chiude la graduatoria dedicata agli anziani e Caltanissetta quella dei bambini; le ultime venti posizioni delle tre graduatorie sono occupate in gran parte da province meridionali (19 su 20 nei bambini, 15 su 20 negli anziani e 10 su 20 nei giovani).
Le città metropolitane
Il Mezzogiorno, inoltre, in particolare nell’indice dei giovani risulta in buona compagnia delle città metropolitane, penalizzate dal caro-affitti: qui è Roma ad occupare la 107a posizione, accompagnata tra le ultime 20 classificate anche da Napoli (104), Milano (101) e Torino (90). In queste quattro grandi città i canoni d’affitto incidono per oltre il 30% sul reddito medio dichiarato dai residenti.
Il sondaggio Save the Children-Eumetra sui teenager
Accompagnati in tutto, tranne che negli ambienti digitali. Tra gli 11 e i 15 anni un ragazzo su tre (2 su 5 per i maschi) non svolge i compiti scolastici in autonomia. Meno del 40% va a fare attività sportiva da solo. E stringendo il focus sulle scuole medie (tra 11 e 13 anni) si scopre che solo il 33% dei ragazzi usa i mezzi pubblici e meno della metà (il 49,5%) va a scuola da solo, senza che un adulto lo accompagni. Il quadro di (scarsa) autonomia dei pre-adolescenti e adolescenti italiani cambia, però, nelle attività digitali: il 78,4% utilizza tablet o pc da soli, senza bisogno di essere accompagnati o supportati; l’80,5% lo smartphone.
Chi immaginava genitori di preadolescenti e adolescenti alle prese con ragazzi arrabbiati, in preda alle ansie e alla solitudine – come, invece, è stato spesso raccontato dei ventenni – rimarrà sorpreso da alcune delle evidenze emerse dal sondaggio realizzato da Eumetra, su iniziativa del Polo Ricerche di Save the Children e del Sole 24 Ore. L’indagine, che ha coinvolto una platea di famiglie con figli tra gli 11 e i 15 anni (campione di 500 genitori rispondenti), punta a mettere in luce abitudini, interessi e preoccupazioni di una fascia d’età poco indagata dalle statistiche ufficiali, i teenager, attraverso lo sguardo dei loro genitori. La ricerca rappresenta così un primo passo concreto verso una comprensione più profonda – attraverso la voce dei genitori – della Generazione Alpha e della parte più giovane della Gen Z, ancora troppo spesso escluse dal dibattito pubblico e dalle rilevazioni statistiche. «Per gli adolescenti – afferma Raffaela Milano, responsabile dell’area ricerca di Save the Children Italia – l’autonomia rappresenta un aspetto cruciale dello sviluppo dell’identità, serve ad accrescere l’autostima, la capacità di relazionarsi con gli altri e di gestire le proprie emozioni».