Quel dirigibile che nel 1910 atterrò nella valle dell’Uso

Il 4 ottobre a Poggio Berni un incontro della Società Operaia di Mutuo Soccorso ripercorre l’avventuroso volo del dirigibile numero 2 e il suo atterraggio nella zona di Camerano

28 settembre 2026 10:44
Quel dirigibile che nel 1910 atterrò nella valle dell’Uso - Ph archivio SOMS: lo storico atterraggio sul fiume Uso del 1910
Ph archivio SOMS: lo storico atterraggio sul fiume Uso del 1910
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Un dirigibile nei cieli della Romagna, una folla arrivata da tutta la regione per assistere all'impresa e un atterraggio imprevisto nella valle dell’Uso. È una storia di oltre un secolo fa quella che sarà ripercorsa sabato 4 ottobre alle 10 a Poggio Berni, nell’incontro dal titolo “Un dirigibile atterra nel torrente Uso”, organizzato dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso.

L’appuntamento nasce dal lavoro di recupero della memoria portato avanti dall’archivio della Società Operaia e propone un approfondimento curato da Claudio Pasolini dell’Accademia Panziniana di Bellaria Igea Marina, seguito da una passeggiata patrimoniale nei luoghi in cui si svolsero i fatti.

Era il 30 settembre 1910 quando il dirigibile numero 2, progettato dal conte Almerico da Schio, partì da Vigna del Mare, nei pressi di Roma, diretto a Campalto, vicino Venezia. Lungo il percorso, però, il viaggio prese una piega inattesa.

Dopo aver superato il valico di Viamaggio, l’equipaggio si diresse verso la valle del Marecchia e passò sopra Santarcangelo. Le forti correnti d’aria resero però difficile mantenere la rotta. Il comandante fu costretto a guadagnare quota più volte, arrivando fino a 1.800 metri e liberandosi della zavorra.

A quel punto decise di cercare un luogo dove atterrare. Nel rapporto di bordo indicò il fiume Rubicone, ma si trattava in realtà dell’Uso, nella zona di Camerano.

Nel frattempo a Santarcangelo si era radunata una grande folla, attirata dalla notizia del passaggio del dirigibile. Il cronista del Corriere della Sera, arrivato in paese nel primo pomeriggio, raccontò di ciclisti, automobili e contadini diretti verso il luogo dell’atterraggio. Oltre 300 uomini di truppa, arrivati da Rimini, furono impegnati a gestire la folla.

Il dirigibile venne infine ormeggiato grazie all’aiuto dei contadini, inizialmente intimoriti da quella macchina volante mai vista prima. Gli aeronauti effettuarono alcune riparazioni e ricevettero da Bellaria rifornimenti di zavorra e benzina, preparando la ripartenza.

L'avventura non era però finita. Il dirigibile raggiunse Bellaria per approvvigionarsi di idrogeno e ripartì quindi verso Venezia, dove arrivò a Campalto il 2 ottobre, dopo un ulteriore atterraggio a Porto Fossone.

L’episodio, oltre a rappresentare una pagina della storia dell’aeronautica italiana, contribuì ad alimentare anche in questo territorio la curiosità e l’interesse per le nuove tecnologie legate alla mobilità e ai trasporti, dai motori alle automobili, fino alle biciclette e alle motociclette.

L’equipaggio del dirigibile numero 2 era composto dal tenente di vascello Guido Scelsi, comandante, dal tenente di vascello Emanuele Ponzio, timoniere, dal tenente del Genio Emilio Minari, macchinista, e dal meccanico Natale Cecioni.

L’incontro del 4 ottobre sarà introdotto dal presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso, Massimo Bottini, e si concluderà con una passeggiata nei luoghi legati alla vicenda.

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