Rabbia per la donna uccisa a Minneapolis: proteste e scontri, scuole chiuse in città

Manifestazioni anche a New York dopo la morte della 37enne Renee Good durante un controllo anti-migranti dell’Ice. I Democratici chiedono un’indagine indipendente

A cura di Glauco Valentini Redazione
08 gennaio 2026 19:20
Rabbia per la donna uccisa a Minneapolis: proteste e scontri, scuole chiuse in città - © Ansa
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Dilaga negli Stati Uniti la protesta per l’uccisione di Renee Good, 37 anni, morta a Minneapolis durante un controllo anti-migranti condotto dalle forze speciali dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement). La città è attraversata da un clima di forte tensione: nella giornata di oggi gli agenti federali hanno utilizzato lacrimogeni per disperdere una manifestazione, mentre le scuole resteranno chiuse per l’intera settimana per motivi di sicurezza.

Le proteste non si sono limitate al Minnesota. Cortei e presidi si sono svolti anche a New York, dove attivisti e cittadini hanno denunciato quella che definiscono una escalation di violenza nelle operazioni dell’Ice. Al centro delle contestazioni, la dinamica dell’uccisione di Good, che secondo l’amministrazione federale sarebbe avvenuta per legittima difesa.

Una versione respinta con forza dai Democratici. «I filmati circolati nelle ultime ore smentiscono la ricostruzione ufficiale: non si è trattato di autodifesa, ma di un omicidio», hanno dichiarato esponenti del partito, chiedendo l’apertura immediata di un’indagine indipendente.

Durissime anche le parole del sindaco democratico di Minneapolis, Jacob Frey, che ha attaccato frontalmente gli agenti federali, intimando loro di «andarsene dalla città». La polemica politica si è ulteriormente accesa dopo che l’ex presidente Donald Trump aveva definito Renee Good «un’agitatrice professionista», suscitando indignazione tra i manifestanti e tra gli amministratori locali.

Da New York è arrivato l’affondo del sindaco Zohran Mamdani, che ha definito i blitz dell’Ice «crudeli e disumani», accusando il governo federale di alimentare un clima di paura e repressione.

Mentre le proteste continuano, cresce la pressione sull’amministrazione affinché venga fatta piena luce sull’accaduto, in un Paese nuovamente attraversato da tensioni profonde sul tema dell’immigrazione e dell’uso della forza da parte delle autorità.

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