Ragazzo ucciso a scuola a La Spezia, il padre e lo zio in Prefettura: “Serve una legge contro la violenza”

Incontro con il ministro dell’Istruzione Valditara dopo la manifestazione silenziosa. La famiglia di Abanoud Youssef chiede norme urgenti per tutelare gli studenti

A cura di Glauco Valentini Redazione
18 gennaio 2026 16:11
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«Una legge subito, prima che ci siano altre vittime. Non domani, non dopo tre o quattro vittime: subito». È l’appello accorato lanciato dal padre e dallo zio di Abanoud Youssef, il ragazzo di 18 anni ucciso venerdì scorso con una coltellata all’interno di una scuola a La Spezia.

Le parole dei familiari e degli amici del giovane sono risuonate davanti alla Prefettura, dove si è svolto il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, al termine di una manifestazione silenziosa tenutasi davanti all’obitorio cittadino. Un momento di raccoglimento e dolore, seguito dalla richiesta di azioni concrete per prevenire nuovi episodi di violenza negli istituti scolastici.

«La vittima non è una sola – hanno detto i parenti – le vittime sono cinque: tutta la famiglia. La mamma sta morendo di dolore». Un dolore che si è trasformato in una richiesta forte alle istituzioni affinché venga introdotta una legge specifica a tutela della sicurezza degli studenti.

Il padre e lo zio di Abanoud, accompagnati dal questore, hanno incontrato in Prefettura il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, al quale hanno chiesto interventi immediati e misure efficaci per garantire che la scuola torni a essere un luogo sicuro per tutti.

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