Ragazzo ucciso a scuola a La Spezia, il padre e lo zio in Prefettura: “Serve una legge contro la violenza”
Incontro con il ministro dell’Istruzione Valditara dopo la manifestazione silenziosa. La famiglia di Abanoud Youssef chiede norme urgenti per tutelare gli studenti
«Una legge subito, prima che ci siano altre vittime. Non domani, non dopo tre o quattro vittime: subito». È l’appello accorato lanciato dal padre e dallo zio di Abanoud Youssef, il ragazzo di 18 anni ucciso venerdì scorso con una coltellata all’interno di una scuola a La Spezia.
Le parole dei familiari e degli amici del giovane sono risuonate davanti alla Prefettura, dove si è svolto il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, al termine di una manifestazione silenziosa tenutasi davanti all’obitorio cittadino. Un momento di raccoglimento e dolore, seguito dalla richiesta di azioni concrete per prevenire nuovi episodi di violenza negli istituti scolastici.
«La vittima non è una sola – hanno detto i parenti – le vittime sono cinque: tutta la famiglia. La mamma sta morendo di dolore». Un dolore che si è trasformato in una richiesta forte alle istituzioni affinché venga introdotta una legge specifica a tutela della sicurezza degli studenti.
Il padre e lo zio di Abanoud, accompagnati dal questore, hanno incontrato in Prefettura il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, al quale hanno chiesto interventi immediati e misure efficaci per garantire che la scuola torni a essere un luogo sicuro per tutti.
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