Rapina in stazione, 34enne assolto: la vittima non lo riconosce in aula
Incertezze sul bottino e sul volto: crolla l'accusa
Assolto perché “non ha commesso il fatto”. È questa la decisione del Tribunale collegiale nei confronti di un 34enne di origine marocchina, imputato per una presunta rapina impropria aggravata avvenuta nel 2017 nei pressi della stazione ferroviaria di Rimini.
Per l’uomo, difeso dall’avvocato Massimo Melillo, il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 2 anni e 8 mesi di carcere e 800 euro di multa. Determinante, però, è stata la deposizione della vittima: il 28enne non ha confermato in aula la versione fornita all’epoca dei fatti, mostrando incertezze anche sulla somma sottratta e senza riconoscere con certezza l’imputato.
Secondo la ricostruzione iniziale, la notte dell’agosto 2017 il giovane sarebbe stato avvicinato nel sottopasso ferroviario da due ragazzi, uno dei quali minorenne, che dopo avergli proposto droga gli avrebbero sottratto del denaro minacciandolo con una bottiglia. Ne sarebbe nata anche una colluttazione, conclusa con la fuga dei presunti responsabili.
Le indagini portarono all’identificazione del 34enne, poi rinviato a giudizio, mentre il minorenne è stato processato separatamente dal Tribunale dei Minori di Bologna.
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