Reparti di Medicina in crisi per mancanza di infermieri, preoccupa la situazione della sanità romagnola

La Cgil chiede interventi all'Ausl e alla politica: “Servono assunzioni immediate”

A cura di Riccardo Giannini Redazione
23 gennaio 2026 12:25
Reparti di Medicina in crisi per mancanza di infermieri, preoccupa la situazione della sanità romagnola -
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"La sanità pubblica romagnola è sempre più sotto pressione e la sua tenuta non può più essere data per scontata". In un quadro segnato "dall’aumento costante dei bisogni assistenziali e da risorse insufficienti", la Cgil lancia "l'allarme grave e non più rinviabile sulle carenze strutturali di personale che interessano tutti gli ambiti dell’Ausl Romagna".

"La situazione è particolarmente critica nei reparti di Medicina - lamenta il sindacato - dove la cronica mancanza di operatori socio-sanitari e infermieri sta raggiungendo livelli insostenibili". Una situazione segnalata da tempo ma "senza ottenere risposte concrete e risolutive" da parte dell'Ausl.

Si viene così a creare "un sovraccarico di lavoro inaccettabile per il personale in servizio, con ricadute dirette sulla qualità dell’assistenza e sulla sicurezza delle cure". La Cgil denuncia "il rischio concreto di un progressivo peggioramento degli standard assistenziali, con reparti sempre più in affanno e operatori esposti a stress, burn-out e responsabilità crescenti. Una situazione che mette a repentaglio la sicurezza dei pazienti e degli stessi lavoratori, non più garantita in condizioni di sotto-organico cronico".

Il sindacato invoca "scelte politiche e gestionali immediate e responsabili: in primis un piano straordinario di assunzioni che rafforzi stabilmente gli organici e restituisca dignità al lavoro sanitario". Le responsabilità non sono solo dell'Ausl ma anche della politica: "Non può restare spettatori di fronte al progressivo indebolimento del servizio sanitario pubblico. Servono risorse adeguate, scelte di programmazione coerenti e un impegno concreto per fermare l’emorragia di personale".

La Cgil, in conclusione, "chiede impegni chiari, tempi certi e risposte immediate. Difendere la sanità pubblica significa investire sul personale, tutelare chi lavora e garantire a tutte e tutti i cittadini cure sicure, appropriate e di qualità. Ogni ulteriore ritardo è una responsabilità politica che non può più essere ignorata".

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