Riccione cerca foto e documenti per raccontare la città allo Star Museum

Il Comune lancia la campagna dedicata al museo: si cercano foto, filmati, documenti e ricordi per raccontare la Riccione del dopoguerra.

A cura di Redazione Redazione
08 agosto 2026 11:40
Riccione cerca foto e documenti per raccontare la città allo Star Museum  - Lo Star Museum
Lo Star Museum
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La storia di Riccione passa anche dai cassetti e dagli album di famiglia. Il Comune lancia la campagna "La storia di Riccione è anche a casa tua", un invito rivolto a cittadini, lavoratori stagionali, turisti e a tutti coloro che hanno conservato negli anni fotografie, filmati, documenti e oggetti capaci di raccontare la città e le sue trasformazioni.

L'iniziativa entra nella fase operativa del percorso che porterà alla nascita dello Star Museum, il nuovo polo culturale destinato a sorgere negli spazi rigenerati dell'ex fornace Piva. Dopo la presentazione dell'identità visiva e del percorso scientifico, con particolare attenzione alla storia della marineria, il Comune punta ora sul coinvolgimento diretto della comunità per costruire la sezione dedicata al secondo dopoguerra. L'obiettivo è raccontare gli anni in cui Riccione si è trasformata profondamente, diventando una delle principali destinazioni turistiche italiane e un punto di riferimento internazionale per il turismo, il tempo libero e l'innovazione sociale. Un racconto che, nelle intenzioni dell'amministrazione, non dovrà essere costruito soltanto attraverso documenti ufficiali e materiali già presenti negli archivi, ma anche attraverso i ricordi di chi quella trasformazione l'ha vissuta.

Per questo la ricerca è aperta a materiali di ogni tipo. Si cercano fotografie e album di famiglia, filmini amatoriali, videocassette, registrazioni audio, cartoline, lettere, diari, manifesti, locandine, volantini e pubblicità d'epoca. Spazio anche agli oggetti legati alla vita quotidiana e al lavoro: dal turismo allo sport, dalla scuola alla pesca, passando per gli alberghi, i locali storici e la vita domestica. Non è quindi necessario possedere un oggetto particolarmente raro o di valore. A interessare il progetto sono soprattutto le piccole testimonianze della quotidianità, quelle che possono restituire un'immagine concreta di come Riccione sia cambiata nel corso dei decenni.

Accanto ai materiali, la campagna raccoglierà anche testimonianze orali e ricordi personali legati a luoghi, persone ed esperienze della città. Chi vorrà partecipare potrà scegliere le modalità con cui mettere a disposizione il proprio materiale: dal prestito temporaneo alla donazione definitiva, fino alla semplice digitalizzazione, mantenendo in quest'ultimo caso la piena titolarità degli originali. Il progetto prevede anche momenti di incontro sul territorio, con giornate dedicate alla memoria durante le quali cittadini e famiglie potranno portare i propri materiali, raccontarne la storia e ricevere informazioni sulle modalità di conservazione e digitalizzazione. Il coinvolgimento riguarderà anche associazioni culturali, centri di quartiere, scuole e categorie economiche e turistiche.

Le scoperte e i nuovi materiali raccolti saranno poi raccontati periodicamente attraverso i canali del Comune e le pagine social ufficiali dello Star Museum, accompagnando così la comunità verso l'apertura del nuovo spazio culturale. "Lo Star Museum è stato pensato fin dall'inizio come un'opera della comunità e per la comunità", sottolinea la sindaca Daniela Angelini, invitando i cittadini ad aprire i propri cassetti e a condividere un patrimonio fatto di "affetti, lavoro e vita vissuta". Sulla stessa linea la vicesindaca e assessora alla Cultura Sandra Villa, secondo cui un museo partecipativo "non si limita a esporre reperti, ma arricchisce i propri significati insieme alle persone". L'obiettivo è quindi completare il racconto della città attraverso una pluralità di sguardi, dando spazio anche alle storie più semplici e ai cambiamenti della vita quotidiana che hanno accompagnato la crescita di Riccione.

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