Riccione, don Luigi Ciotti torna a San Lorenzo: “Il coraggio dell’eresia”

Sabato 26 settembre l’incontro pubblico con il fondatore di Gruppo Abele e Libera

15 settembre 2026 14:10
Riccione, don Luigi Ciotti torna a San Lorenzo: “Il coraggio dell’eresia” - Ph Rocca
Ph Rocca
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Sabato 26 settembre 2026, alle ore 18.00, in piazza San Lorenzo a Riccione, il fondatore del Gruppo Abele e di Libera sarà protagonista dell'incontro pubblico "Il coraggio dell'eresia", all'interno della Festa della Famiglia della parrocchia di San Lorenzo in Strada con il patrocinio del Comune di Riccione.

A ricordare le origini di questo appuntamento è il parroco, don Agostino Giungi: “Negli anni Ottanta la comunità di San Lorenzo invitò il sacerdote della diocesi di Torino, già impegnato accanto ai ragazzi e ai giovani in difficoltà. L'invito era partito dalla CoAp — Cooperativa Comunità Aperta. Quell'incontro - scrive don Agostino - fu molto sentito non solo dalla parrocchia ma da tutta Riccione, e segnò l'inizio di una bella amicizia.” Un'amicizia che oggi, dopo oltre quarant'anni, il quartiere rinnova.

“Don Luigi Ciotti torna a Riccione, rinnovando un legame profondo con la nostra città — sottolinea la vicesindaca e assessora alla Cultura, Sandra Villa —. In un'epoca segnata dal conformismo, dalla frenesia informativa e dal rischio dell'indifferenza, la sua figura rappresenta un esempio di coraggio, lucidità e impegno civile. La sua testimonianza invita a prendersi cura del bene comune, ascoltare le fragilità e assumersi responsabilità, offrendo soprattutto alle giovani generazioni uno stimolo al pensiero critico e alla partecipazione."

Nel frattempo quella storia è cresciuta. Nel 2025 si sono succeduti tre anniversari: i sessant'anni del Gruppo Abele, i trent'anni di Libera e gli ottant'anni di don Ciotti.

"Eresia" viene dal greco e significa scelta: eretico è chi sceglie, chi non si accontenta di verità di seconda mano, chi non cede al cinismo e all'indifferenza. "Vi auguro di essere eretici" è l'augurio che don Luigi ripete da anni ai suoi interlocutori.

A Riccione ripercorrerà in prima persona la propria vocazione sacerdotale, l'impegno accanto alle persone più fragili e la lotta alle mafie condotta come movimento di cittadinanza. Non un bilancio celebrativo, ma una riflessione su ciò che oggi richiede coraggio: la coerenza tra le parole e i fatti, la responsabilità, il rifiuto del silenzio e dell'indifferenza.


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