Riccione, in Consiglio il piano per la rigenerazione dell’area Savioli-Darsena
Il progetto prevede la demolizione e ricostruzione dell’hotel Savioli, l’abbattimento del Sabrina e nuovi spazi pubblici, verde, parcheggi e percorsi ciclabili.
La proposta di indirizzi sul Piano particolareggiato di iniziativa pubblica “Hotel Savioli – Darsena di Ponente” arriva all’esame della prossima seduta del Consiglio comunale con l’obiettivo di avviare un percorso amministrativo finalizzato alla rigenerazione di un’area strategica per la città, da tempo caratterizzata da una situazione di degrado e di mancata trasformazione.
L’atto sottoposto al Consiglio è un atto di indirizzo politico-amministrativo, per coinvolgere i consiglieri nel percorso di trasformazione di questa area strategica per la città. Anche in assenza di tale indirizzo, la competenza per adottare il Piano rimane della giunta comunale, in quanto il Piano è conforme al RUE vigente. La proposta prevede che il consiglio venga coinvolto attivamente esprimendo alcuni indirizzi di orientamento alla giunta, relativi alla perimetrazione dell’area di intervento, alla riqualificazione degli spazi pubblici, ad aspetti di flessibilità sulla localizzazione dei parcheggi pertinenziali da inserire nelle norme del Piano.
Il progetto riguarda il comparto compreso tra viale Galli, viale Gabriele D’Annunzio, il lungomare e il porto canale e prevede la demolizione e ricostruzione dell’hotel Savioli, la demolizione dell’hotel Sabrina, situato tra viale Tasso e viale Cavalcanti e l’accorpamento della relativa volumetria nell’intervento sul Savioli. L’area dell’attuale Sabrina viene destinata a parcheggio pubblico e verde.
La proposta lega alla trasformazione edilizia un insieme di interventi di interesse pubblico, con la riqualificazione degli spazi della Darsena, la riqualificazione e pedonalizzazione, totale o parziale, di viale Galli e delle aree connesse al lungomare, nuove sistemazioni a verde, interventi per la mobilità ciclabile e opere di desigillazione e miglioramento del drenaggio delle acque. È inoltre previsto un collegamento ciclabile tra viale D’Annunzio e il lungomare della Costituzione. Il progetto è coerente con il Documento di fattibilità delle alternative progettuali sulle darsene approvato ad inizio 2025 e permette di completare la riqualificazione delle Darsene del Porto. Secondo quanto previsto dalla proposta, le opere di interesse pubblico saranno realizzate dal soggetto attuatore e successivamente trasferite al Comune.
La proposta prevede che il Consiglio esprima il proprio indirizzo anche sulla possibilità di collocare parte dei parcheggi pertinenziali privati previsti per la struttura anche non in sede garantendo in ogni caso un servizio di collegamento privato. I parcheggi pubblici dovuti ai sensi di legge vengono reperiti tutti sul posto e nell’area di sedime dell’ex hotel Sabrina. Il passaggio in Consiglio comunale assume quindi lo scopo di orientare la Giunta nella definizione della proposta di Piano particolareggiato di iniziativa pubblica.
“Da oltre vent’anni questa parte della città attende una soluzione e non intendiamo continuare a lasciare irrisolta una situazione che riguarda un’area così importante per Riccione - dichiara la sindaca Daniela Angelini-. Abbiamo la ferma volontà di affrontare questo buco nero della città, mettendo in campo un percorso concreto di rigenerazione. Il passaggio in Consiglio serve proprio a dare un indirizzo politico condiviso e a definire gli obiettivi di interesse pubblico che dovranno accompagnare la trasformazione dell’area”.
L’obiettivo dell’amministrazione è quello di trasformare un’area da tempo irrisolta attraverso un intervento capace di mettere insieme rigenerazione edilizia, qualità dello spazio pubblico e una nuova relazione tra città, porto e mare, mantenendo distinto il passaggio politico di indirizzo dalle successive fasi di adozione e approvazione del Piano di competenza della Giunta comunale.
“Stiamo parlando di un percorso, non di un progetto già approvato. Il Piano particolareggiato di iniziativa pubblica è lo strumento attraverso il quale vogliamo governare questa trasformazione, assicurando che alla riqualificazione privata corrisponda una forte riqualificazione dello spazio pubblico - spiega l’assessore all’Urbanistica e alla Rigenerazione urbana Christian Andruccioli-. Abbiamo svolto le necessarie interlocuzioni tecniche e giuridiche per garantire legittimità al percorso e una tempestività di intervento che non può aspettare l’approvazione del Pug. Il Piano particolareggiato è conforme agli strumenti urbanistici comunali vigenti e non ha natura di variante urbanistica. La scelta di procedere con un Piano attuativo, rispetto al Permesso di costruire convenzionato, permette di superare limiti posti dalla normativa statale su altezza massima e densità edilizia, senza variare il Rue. Dopo l’adozione in Giunta è previsto un ulteriore momento di partecipazione, con il deposito del Piano e la possibilità di presentare osservazioni.”
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