Riccione, mille anni sotto lo stesso ombrellone: il record di 15 famiglie
Alla Spiaggia 54 premiati i turisti più fedeli: generazioni in vacanza nella Perla Verde dal 1905, tra primi baci, amicizie e ricordi di una città cresciuta insieme a loro
Ci sono amori estivi che durano una stagione e altri che attraversano un secolo. A Riccione ce n’è uno che, mettendo insieme quindici famiglie, raggiunge addirittura 1093 anni. Più di un millennio trascorso tornando ogni estate sulla stessa spiaggia, ritrovando gli stessi ombrelloni, gli amici di sempre e quella porzione di Adriatico diventata, generazione dopo generazione, una seconda casa. È la storia celebrata ieri mattina alla Spiaggia 54 di Riccione, dove quindici famiglie italiane e straniere sono state insignite del riconoscimento di “Ambasciatrici di Riccione nel mondo”. A premiarle è stata la sindaca Daniela Angelini, insieme agli assessori Mattia Guidi, Christian Andruccioli e Simone Imola.
Una festa che ha riportato indietro le lancette del tempo fino al 1905. È allora che comincia la storia più longeva, quella della famiglia Malservisi di Bologna. Augusta e Luigi arrivano a Riccione in viaggio di nozze e incontrano lo stabilimento della famiglia Fuzzi, allora guidato dal nonno Giuseppe. Da quel momento non smetteranno più di tornare. Lo faranno i figli, poi i nipoti e le generazioni successive: 121 anni di fedeltà alla stessa spiaggia. A raccontare visivamente questo legame sono state anche le fotografie raccolte da Cesare e Gilberto Fuzzi, figli di Nando, che per la giornata hanno organizzato una mostra dedicata alle famiglie premiate. Immagini in bianco e nero e a colori capaci di raccontare oltre un secolo di estati riccionesi. La più antica risale al 1910: ritrae Bianca Ghelfi, appena due anni, al mare con i genitori. Da adulta sposerà Umberto Malservisi, contribuendo a tramandare quel legame con Riccione e con la Spiaggia 54.
Quella dei Malservisi non è l’unica storia ad attraversare quasi un secolo. I Magnani di Roma frequentano lo stabilimento dal 1920, gli Iotti di Reggio Emilia dal 1935, i Borsarini-Melchioni di Modena dal 1948. Seguono i Compagnoni di Roma, arrivati nel 1958, i Bonaccorso di Milano dal 1960, i Lamberti di Piacenza dal 1967 e i Ginestrone di Novara dal 1975. Ci sono poi i Giglio-Bocci-Battaglini di Perugia, i Mausoli Atti di Bologna, i Fulcoli di Avellino e gli Abagnale di Milano. Una fedeltà che ha superato anche i confini italiani. Da Berlino la famiglia Zander raggiunge Riccione dal 1956, mentre dalla Svizzera continuano a tornare i Polti, dalla fine degli anni Sessanta, e i Monney, dal 1978. Ma dietro ai numeri ci sono soprattutto le vite. E durante la festa sono riaffiorati aneddoti che sembrano pagine di un album di famiglia. Franca Compagnoni ha raccontato di aver dato proprio alla Spiaggia 54 il suo primo bacio al cugino di Marina Magnani. Quest’ultima ha invece svelato, sorridendo, di essere stata concepita durante una vacanza a Riccione. Sua zia Annunziata finì per sposare un riccionese, Piero Serafini, conosciuto come il “Maestro” del tennis e successivamente insignito dal Coni della Stella al Merito Sportivo.
Per Anna Bocci la premiazione ha coinciso con un'altra ricorrenza speciale: proprio ieri ha festeggiato in spiaggia il suo novantesimo compleanno. Anna Borsarini, invece, continua a raggiungere Riccione da Modena dal 1948 e conserva ancora il ricordo delle previsioni meteorologiche del bagnino Giuseppe, considerate dagli ospiti praticamente infallibili. Poi ci sono le amicizie nate da ragazzi e sopravvissute al trascorrere dei decenni. Alla fine degli anni Sessanta alla Spiaggia 54 si formò una compagnia di giovani, molti nati tra il 1955 e il 1957. Le giornate trascorrevano tra ruba bandiera, piste per le biglie sulla sabbia e giochi insieme a Beppe e Paolo, figli di Nino Fuzzi. Più di mezzo secolo dopo, alcuni di quei ragazzi continuano a incontrarsi nello stesso posto, questa volta davanti a un caffè.
Anche l'arte è diventata parte di questa memoria collettiva. Nel 1990 Cesare Malservisi dipinse alcune imbarcazioni storiche del mare riccionese sulla parete di una cabina in cemento. Quando lo stabilimento venne riqualificato, Cesare e Gilberto Fuzzi decisero di non perderla: la parete venne smurata e conservata, entrando a far parte di una raccolta di opere realizzate negli anni dai clienti e dedicate al mare.È così che uno stabilimento balneare finisce per diventare qualcosa di diverso da una semplice destinazione delle vacanze. Per queste quindici famiglie la Spiaggia 54 è il luogo in cui sono cresciuti figli e nipoti, sono nate amicizie e storie d'amore, si sono festeggiati compleanni e si sono accumulati ricordi.
E se si sommano tutte quelle estati, dai 121 anni dei Malservisi ai 106 dei Magnani fino ai 41 degli Abagnale, il risultato è 1093. Più di mille anni di vacanze trascorse sulla stessa sabbia. Un piccolo record che racconta, forse meglio di qualsiasi statistica turistica, cosa significhi riuscire a far tornare qualcuno a Riccione per tutta la vita.
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