Riccione, ultimi giorni per vedere le fotografie di Barbey: uno spaccato degli anni '70

A Villa Mussolini fino al 27 settembre la mostra "Gli italiani", con cento fotografie in bianco e nero scattate dal maestro di Magnum tra il 1962 e il 1966

A cura di Redazione Redazione
23 settembre 2026 10:05
Riccione, ultimi giorni per vedere le fotografie di Barbey: uno spaccato degli anni '70 -
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C'è un'Italia che oggi esiste soprattutto nelle fotografie: quella delle piazze affollate, dei bambini per strada, dei contadini, degli operai, delle cerimonie e dei primi segnali di un Paese che sta cambiando volto. È l'Italia raccontata da Bruno Barbey nel reportage "Gli italiani", protagonista fino a domenica 27 settembre nelle sale di Villa Mussolini a Riccione. La mostra, aperta dallo scorso aprile, raccoglie cento scatti in bianco e nero realizzati dal fotografo francese tra il 1962 e il 1966. Sono immagini nate durante i suoi viaggi attraverso il Paese e capaci di restituire una società sospesa tra la memoria della guerra e le trasformazioni economiche e sociali del boom.

Davanti all'obiettivo di Barbey passano persone e mondi molto diversi: mendicanti e aristocratici, suore e bambini di strada, contadini, operai e borghesi. Un racconto corale che attraversa l'Italia da Nord a Sud e mette insieme la ricostruzione del Mezzogiorno e la spinta verso la modernità delle grandi città. Il reportage ebbe un ruolo importante anche nella carriera di Barbey, che grazie a questo lavoro entrò a far parte della prestigiosa agenzia Magnum. Nel corso di oltre cinquant'anni di attività, il fotografo avrebbe poi documentato conflitti e trasformazioni sociali in diverse parti del mondo, ma quelle immagini italiane continuano a rappresentare uno dei capitoli più significativi del suo lavoro.

A Riccione il percorso espositivo permette così di tornare a un'Italia molto diversa da quella contemporanea, osservandola attraverso volti e situazioni quotidiane. Non è soltanto il ritratto di un periodo storico, ma una raccolta di fotografie in cui emergono anche il senso di comunità, la resilienza e la voglia di vivere di un Paese alle prese con una profonda trasformazione. Per chi non l'ha ancora visitata, restano pochi giorni. La mostra sarà aperta fino a domenica 27 settembre: dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, mentre sabato e domenica l'orario è dalle 10 alle 20. L'ingresso è a pagamento, con biglietto intero da 12 euro e ridotto da 10 euro.

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