Riduzione dei canoni di spiaggia scatena polemiche
Nonostante l’adeguamento all’inflazione, la riduzione del 4,5% dei canoni per le attività di spiaggia suscita critiche tra i politici e i bagnini
Il governo ha ridotto del 4,5% i canoni per stabilimenti, bar, ristoranti e altre attività di spiaggia, una mossa che ha suscitato polemiche. Nonostante l’aumento del 25% nel 2023, nel 2024 i balneari verseranno cifre del 4% più basse grazie all’adeguamento all’inflazione. I canoni per i chioschi-bar, le aree “mosconai” e i centri nautici passeranno da 3.777,50 euro a 3.225,50 euro, più 161 euro di imposta regionale. Tuttavia, i bagnini dovranno pagare in base ai metri quadrati di superficie gestita, con una media di 8-10 mila euro all’anno. Ad esempio, i bagni consorziati di San Giuliano pagheranno 106.618 euro per 62.072 metri quadri di arenile, più 5.330 di imposta regionale. D’altra parte, i piccoli bagni di Rimini nord pagheranno tra i 3.200 euro e i 4.000 euro per 1.500-2.000 metri quadri di superficie, più una quota regionale di 160-200 euro.
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