Rimini: boccia il permesso per studio, ma il Tar dà ragione allo studente lavoratore

"La Questura deve rivalutare il caso"

A cura di Glauco Valentini Redazione
26 agosto 2026 07:36
Rimini: boccia il permesso per studio, ma il Tar dà ragione allo studente lavoratore -
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Era arrivato a Rimini per frequentare la laurea magistrale in Economia e Management del Turismo, ma negli anni aveva anche trovato un lavoro, costruendo in città il proprio percorso. Lo riporta il Corriere Romagna. Quando la Questura di Rimini ha respinto il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di studio, dopo che nell’ultimo anno accademico non aveva superato alcun esame, il giovane ha chiesto di poter convertire il titolo in un permesso per lavoro.

La richiesta è stata però respinta per motivi procedurali. La vicenda è arrivata davanti al Tar dell’Emilia-Romagna, Prima Sezione, che ha accolto il ricorso e annullato il provvedimento della Questura.

Secondo i giudici, l’amministrazione avrebbe dovuto verificare concretamente la possibilità di conversione del permesso da studio a lavoro, anche alla luce di un precedente ordine di riesame disposto dallo stesso Tribunale nell’ottobre 2025.

Il giovane, assistito dall’avvocato Rosangela Altamura, aveva spiegato di lavorare da oltre tre anni e di avere un reddito sufficiente al proprio sostentamento. La Questura aveva invece ritenuto che la procedura di conversione non fosse stata correttamente avviata, in assenza della domanda telematica prevista e del relativo nulla osta attraverso lo Sportello unico per l’immigrazione.

Già nell’ottobre 2025 il Tar aveva ordinato un nuovo esame della posizione, fissando il termine al 7 marzo 2026. Secondo quanto emerso nel procedimento, però, il riesame non sarebbe stato effettuato.

Con la nuova sentenza, firmata dal presidente Paolo Carpentieri e dai giudici Alessio Falferi e Paolo Nasini, il Tar ha quindi annullato il diniego. La decisione non comporta tuttavia il rilascio automatico del permesso di soggiorno per lavoro: ora spetterà alla Questura riesaminare la posizione con un’istruttoria completa e valutare se il giovane possieda effettivamente tutti i requisiti per la conversione.

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