Rimini Calcio, niente ansie: serve tempo. Il 3-5-2 altra carta da giocare, ma si evitino troppe strade
Rimini Calcio, c'è lavoro da fare e ci sono nuovi acquisti da inserire
di Riccardo Giannini
Ero stato buon profeta, l’Arezzo era uno degli avversari peggiori con cui iniziare la stagione. Squadra neopromossa, rodata, con acquisti operati a inizio estate e quindi già inseriti negli schemi, fatta eccezione per le ultime due operazioni: Kozak in attacco e Chiosa in difesa, quest’ultimo per prendere il posto di Di Pasquale, arrivato qualche settimana prima.
Il tifoso medio riminese tende sempre – ahimè – a sminuire il valore dell’avversario, dando così alla partita del Rimini le sembianze di una catastrofe calcistica. In realtà la partita del Neri di venerdì 1 settembre, che ha registrato per un’ora la netta superiorità dell’Arezzo, ha dato delle indicazioni significative, non solo l’ovvietà di una squadra in ritardo, complice anche il calciomercato. Indicazioni anche in positivo.
Morra è ancora fuori condizione, ma ha avuto un impatto molto buono. E anche Cernigoi si è mosso bene, nonostante l’avarizia di rifornimenti (eufemismo..) del primo tempo. Cherubini è entrato senza timori reverenziali ed è stato premiato da un gol pregevole. La squadra non ha mollato gli ormeggi, anche se dopo il palo di Morra, sull’1-2, l’Arezzo si è svegliato e ha sostanzialmente portato la vittoria a casa senza troppi affanni. Si è rischiato un cappotto, il cappotto non c’è stato. Magra consolazione, ma pur sempre consolazione.
Al Rimini serve purtroppo tempo, anche se il rischio di arrivare a zero alla sfida del 19 settembre con il Pineto c’è, perché la Torres è una gran bella squadra e la Juventus Next Gen una mina vagante. La rivoluzione societaria è stata seguita anche da una totale rivoluzione in campo. Sono rimasti solamente Gigli, Pietrangeli, Accursi e Cherubini, oltre a Delcarro infortunato, Tofanari e Allievi fuori rosa. Nell’ultimo giorno di mercato sono arrivati tre giocatori (Semeraro, Marchesi e Capanni) e uno qualche giorno prima (Lombardi). Nessuno può fare miracoli.
Il 4-3-3 ripartirà dal centrocampo formato da Langella, Megelaitis e Marchesi, in attesa di conoscere le condizioni di Lombardi. In difesa sulla sinistra sarà inserito Semeraro, Acampa infatti ha ancora bisogno di mangiare “pane duro” per affrontare la categoria, a destra si alterneranno Stanga e Rosini. In attacco Lamesta merita fiducia e anche Iacoponi non sarà quello timido visto con l’Arezzo. Raimondi potrebbe varare anche il tridente “over” con Capanni a sinistra e inserire a centrocampo un Under. Leoncini ha qualità, anche se soffre fisicamente in fase di non possesso; Cherubini merita fiducia. Il centrocampo è adeguatamente attrezzato: non si dimentichi che contro l’Arezzo Raimondi era in piena emergenza, contro un avversario praticamente al completo.
Il 4-4-2 offensivo è un’altra soluzione, con Cernigoi e Morra in attacco, Iacoponi a sinistra, o chissà, Acampa. Ma al momento il 4-4-2 non garantisce gli equilibri giusti.
Per far convivere Cernigoi e Morra, c’è anche l’ipotesi del 3-5-2, con la difesa over (Gorelli con Gigli e Pietrangeli), Bouabre e Semeraro esterni e inevitabilmente una mezzala under. Lo si è visto proprio contro l’Arezzo. Oppure Lamesta sulla fascia e under in più nel terzetto difensivo, cioé Stanga.
Le soluzioni non mancano, a livello di tattica e di giocatori, ma gli incastri richiedono tempo. E bisogna dare certezze ai giocatori, perché lo scorso anno il passaggio al 4-3-3 della promozione al 3-5-2 non è stato digerito e il Rimini ha avuto sempre la sindrome “della coperta corta”. A Raimondi quindi le decisioni: si prenda una strada e la si porti avanti. Altre soluzioni devono essere solo “d’emergenza”.
Non invidiamo il tecnico, esordiente in categoria: il compito non è dei più agevoli, ma come ho più volte evidenziato, la sfida per il nuovo Rimini è fare un buon campionato schierando 4 under, e un eventuale conferma del nono posto sarebbe un miglioramento rispetto all’anno scorso.
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