Rimini Calcio, tutto pronto per la rinascita: parola al gruppo locale
Ecco i sei dei dieci imprenditori che formano la cordata: si sono presentati al Savoia. Con Carnevali solo una collaborazione esterna
Nell’elegante cornice dell’hotel Savoia si sono alzati i veli sulla cordata riminese che ai primi di luglio parteciperà alle manifestazioni di interesse da parte del Comune di Rimini (altri gruppi sono all’orizzonte?).
Come già anticipato, si tratta di dieci imprenditori, sei dei quali erano seduti al al tavolo. Si tratta di Orfeo Bianchi, il padrone di casa, di Giuliano Lanzetti, Massimiliano Alvisi, Marco Lombardi (in rappresentanza dell’avvocato modenese Gianpiero Samori), Giorgio Grassi e Antonio Cocciolo.
“Non ho esitato un minuto quando mi è stata presentata questa opportunità – spiega il fondatore e amministratore del tour operator riminese 3 C Travel, il nome nuovo della cordata – ho aderito per la passione per il calcio e pe l’amore per questa città che tanti anni fa mi ha accolto e che sento profondamente mia”.
I nomi di altri quattro imprenditori saranno resi noti prossimamente.
E’ confermato che i dieci soci hanno assunto un impegno di 50mila euro ciascuno per cinque anni per dare continuità al progetto (al massimo si potranno sottoscrivere tre quote a testa) e che le porte sono aperte a tutti, magari per contributi inferiori da definire, in modo tale da allargare la base societaria: per attivare il contatto con il gruppo è stata attivata una mail ad hoc (1912riminicalcio @gmail.com).
“Vogliamo mettere un murales con i nomi di tutti i riminesi che metteranno anche 100 euro, non solo quello dei soci fondatori. Non vogliamo fare qualcosa di già visto” ha detto Alvisi.
Gli fa eco Lanzetti: “Abbiamo un programma di marketing e promozione per coinvolgere il territorio con sponsorizzazioni, eventi e abbonamenti. Troppi galli nel pollaio come dice qualcuno? Non sarà cosi. Sappiamo come strutturare le aziende e come dare responsabilità e deleghe. Per l'Eccellenza abbiamo messo a budget 1,1 mln che è importante per la categoria (250 mila euro per iscrizione e avviamento, ndr). Intanto puntiamo ad alzare il capitale disponibile e le sponsorizzazioni in corso d'opera. Il primo obiettivo è far coniugare risultati sportivi riportando entusiasmo e riempiendo lo stadio".
Non sarà presente nel cda il presidente del Riccione Roberto Carnevali per impegni su altri fronti con cui comunque è attiva una interlocuzione settimanale ed una collaborazione per la parte organizzativa.
Attraverso Marco Lombardi, che ha ricordato le figure di Montesi e Cappelli in quanto negli anni Ottanta ha partecipato alle gestione del club biancorosso, ci sarà l’avvocato modenese Gianpiero Samorì.
“In passato Samorì si era avvicinato al club biancorosso senza però trovare un partner locale – ha spiegato Lombardi – ora le condizioni sono cambiate. A Rimini non esiste il mecenate, l’uomo solo al comando con le possibilità economiche per fare tutto da solo, invece questo gruppo, che auspicabilmente si allargherà consolidandosi e coinvolgendo il territorio, potrà garantire continuità di gestione nel tempo. Tra noi c'è ancora più entusiasmo di quel che vedete. Se ci fosse l'assegnazione del bando lunedi, saremo in grado di partire subito".
Quanto al settore giovanile, si sta ragionando su come ripartire (solo con la Under 19?), si valuterà il bando, in ogni caso il settore giovanile sarà curato a fondo con il coinvolgimento delle società del territorio cercando di superare campanili e steccati per fare si che i giovani talenti abbiano come approdo al Rimini Calcio prima, alla prima squadra poi. La Gaiofana sarà decisivo per lo sviluppo per progetto.
Circa Paolo Carasso, il primo tessitore della cordata del Rimini Calcio, Massimiliano Alvisi ha spiegato che l’amministratore delegato di RBR non avrebbe potuto portare avanti il progetto per problemi organizzativi e per questo ha rinunciato “Dopo mezzora di sorpresa, ci siamo rimessi a lavorare per strutturare la cordata – ha aggiunto Bianchi – Meritiamo fiducia, abbiamo la giusta ambizione, che non significa essere velleitari. Vogliamo portare il Rimini nella categoria in cui ha vissuto più a lungo, ossia in serie C. I tempi dipenderanno da noi. Vogliamo aggregare tante persone, più saremo numerosi e più la squadra sarà forte”.
L’ex presidente del Rimini Giorgio Grassi si è detto emozionato, ha ricordato le vicende della sua presidenza, nel bene e nel male. “Ho ripreso in mano quel progetto che venne definito tempo fa e realizzato solo in parte. Mi piacerebbe ora riprendere quel discorso assieme a questo gruppo di amici. Qui c'è entusiasmo e passione, l’unico carburante necessario per ripartire".
Per le quattro aree di attività del club strutturato come una azienda – amministrativa, commerciale, marketing e sportiva – sono già al lavoro dei professionisti per non farsi trovare impreparati nel caso in cui questa cordata sia la prescelta dal sindaco. Nomi non ne sono stati fatti, ma è più di una ipotesi che sia Pietro Tamai il direttore sportivo.
La cosa certa è che la squadra si allenerà al pomeriggio.
"Abbiamo già definito il team, dal direttore tecnico alla parte amministrativa, ma è corretto fare nomi solo se e quando avremo l'assegnazione del titolo - sono Alvisi e Lanzetti a parlare - . Ci stiamo già muovendo su tecnici e giocatori, vogliamo essere professionali sin da subito, se poi ci sarà un gruppo più forte e affidabile di noi che vincerà il bando, vuol dire che torneremo a fare i tifosi".
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