Rimini Calcio, torna la sindrome della coperta corta? Gli Under non sono un progetto perdente

Rimini Calcio, con il 3-5-2 squadra più compatta, ma rimarrà efficace in fase offensiva? Progetto già messo in discussione: troppo prematuramente

A cura di Riccardo Giannini Redazione
10 settembre 2023 07:05
Rimini Calcio, torna la sindrome della coperta corta? Gli Under non sono un progetto perdente - Colombo in presa  PH ZAMAGNI RIMINI FC
Colombo in presa PH ZAMAGNI RIMINI FC
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di Riccardo Giannini

Zero punti nelle prime due partite per il nuovo Rimini di mister Raimondi. Il calendario, come detto, non è stato amico. L’Arezzo è una neopromossa che ha fatto un mercato robusto e in tempi ragionevoli, la Torres è stata costruita per essere un’ “underdog” ambiziosa. Due sconfitte diverse, perché nella prima gara il Rimini è apparso in grande difficoltà e solo nella parte finale ha reagito con orgoglio. Con la Torres è stato disputato un buon primo tempo, ma la condizione atletica precaria ha reso la squadra meno efficace nella ripresa.

Davanti Lamesta e Morra si sono cercati e si sono mossi bene. Poi è finita la benzina e in panchina non c’erano Cernigoi, Iacoponi e Ubaldi. Sono entrati Selvini e Accursi. L’ex Frosinone ha sfiorato il gol, Accursi ha avuto un impatto meno incisivo. Ma anche a centrocampo c’era stanchezza e la squadra ha terminato con 7 Under. Sette Under forse solo la Spal se li può permettere (ma non per vincere il campionato), per cui in casa Rimini si deve incassare il secondo ko e concentrarsi sul lavoro in allenamento per recuperare il gap in un girone difficile ed equilibrato.

Tuttavia la domanda, anche se formulata al 9 settembre e alla seconda giornata, viene spontanea. C’è da preoccuparsi?

Un segnale di preoccupazione c’è, in realtà. La sindrome della coperta corta. Lo scorso anno Gaburro, con la squadra calata dopo il brillante inizio, cominciò ad alternare il 3-5-2 al 4-3-3 nel tentativo di trovare un equilibrio. La squadra creava e concedeva tanto, oppure concedeva poco e creava ancor meno di poco.

L’impressione è che ieri in Sardegna mancasse un terzo uomo in attacco, che sfruttasse il lavoro intenso di Morra sulla trequarti e i movimenti di Lamesta. Ma nel contempo con la difesa a tre i pericoli per Colombo si sono ridotti. La Torres è stata infatti spietata: un rigore e un’occasione. Contro un altro avversario magari sarebbe finita 0-1, o forse 1-1.

In definitiva non vorremmo che il Rimini fosse ancora impegnato “a stendere la coperta”, con un’ ulteriore similitudine: la rosa eccessivamente ampia che rende non agevole la gestione dello spogliatoio.

Rispetto all’anno scorso il compito per Raimondi è inoltre più complicato, perché gli equilibri li deve trovare facendo giocare 4 Under. Che la soluzione sia un 3-4-3? Un 3-4-3 con i due esterni under, Megelaitis e uno tra Marchesi e Langella in mediana, nella speranza che uno tra Iacoponi, Selvini e Accursi possa “sbocciare” come partner di Morra e Lamesta. Oppure il ritorno al 4-3-3 sarà naturale, progressivo e fruttuoso?

Serve tempo e pazienza, ma venerdì al Neri arriva la Juventus Next Gen, avversario insidioso per qualità dei giovani in rosa, non solo per il blasone della maglia bianconera, e il fiato rischia di farsi un po’ corto, senza vittoria. L’ambiente finora sta sostenendo la squadra, anche se già affiora qualche malumore sul progetto.

Il progetto, appunto. A Rimini non possiamo aspettarci il presidente che arriva, mette una barca di soldi e porta la squadra in B al primo o al secondo tentativo (al terzo no, perché tre anni di spese pazze in C portano, salvo eccezioni, alla bancarotta).

È indispensabile lavorare con gli Under per avere a fine anno la benzina e purtroppo il Rimini è in ritardo di dodici mesi rispetto a tante avversarie. Magari in qualche partita gli Under diventeranno 3, o forse 2. Ma sarà un’eccezione.

È chiaro che chi gioca senza Under starà lassù (Cesena, Carrarese, Entella, mentre la Spal i giovani ce li ha, piuttosto forti) e che la Torres abbia preso in mano la partita con i ragazzi di Raimondi quando è passata da 3 a 2 Under, ma il Rimini Calcio, volenti e nolenti, ha l’obiettivo di fare un campionato tranquillo con vista playoff e ci può riuscire anche con questo organico, che forse è stato anche un po’ sottovalutato.

Ricordando che la squadra che lo scorso anno aveva il miglior portiere e il miglior attaccante del girone, oltre a uno dei migliori centrocampisti, e giocava senza Under, è arrivata nona facendo gli stessi punti della Recanatese. Per questo a preoccupare un po’ è la sindrome della coperta corta, ma per questo è importante sostenere la squadra e soprattutto il progetto, in questi primi, impegnativi passi in campionato.

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