Rimini, cultura e memorie di quartiere per contrastare l’isolamento degli anziani

Al via in autunno il progetto dell’Ecomuseo Rimini: laboratori, raccolta di storie e archivi familiari, attività culturali e una Mappa di Comunità

A cura di Redazione Redazione
16 settembre 2026 12:11
Rimini, cultura e memorie di quartiere per contrastare l’isolamento degli anziani -
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Il progetto "Welfare culturale. Pratiche e mappature ecomuseali di quartiere: patrimoni, identità e cure comunitarie", promosso da Ecomuseo Rimini APS a livello distrettuale, è un nuovo intervento che mette in relazione cultura, welfare sociale e ambito socio-sanitario, con particolare riferimento alle azioni per l'invecchiamento attivo e in salute e la tutela delle fragilità della popolazione anziana. L'obiettivo è utilizzare il patrimonio culturale, e soprattutto le memorie, le storie di vita e le relazioni di quartiere, come strumenti per favorire benessere, partecipazione e coesione sociale.

L'iniziativa nasce da un'osservazione del territorio: cresce il numero di persone anziane che vivono sole o con reti familiari ridotte, spesso alle prese con limitazioni motorie o funzionali e poco inclini a rivolgersi ai servizi disponibili. Un insieme di fattori che alimenta il rischio di isolamento sociale, mentre proprio la popolazione anziana custodisce un patrimonio immateriale fatto di ricordi, fotografie, oggetti e racconti familiari che rischia di disperdersi senza occasioni dedicate alla sua raccolta.

Per rispondere a questo bisogno, Ecomuseo Rimini APS ha avviato una collaborazione con i Nodi Territoriali della Salute, pensata per rafforzare l'ascolto e l'intercettazione dei bisogni e per creare nuovi collegamenti tra servizi sociali, sanitari, culturali e realtà del Terzo settore. La logica è quella del welfare di comunità, in cui la cultura diventa strumento per avvicinare le persone e contrastare l'isolamento, sostenendo al tempo stesso percorsi di autonomia e di scelta consapevole per i partecipanti. Attenzione specifica è riservata anche a caregiver, familiari e operatori, coinvolti in momenti di confronto e restituzione.

Le attività si svolgeranno attraverso laboratori individuali e di gruppo, organizzati in cicli di incontri settimanali della durata di circa due ore, con la possibilità per ogni partecipante di seguire uno o più percorsi in base ai bisogni rilevati. Il progetto potrà essere attivato nei diversi Nodi Territoriali a seconda dei contesti, e gli incontri si terranno negli spazi dei Nodi stessi, nei musei, negli spazi urbani e, quando necessario, anche a domicilio, seguendo criteri di prossimità e accessibilità. A condurre i laboratori saranno professioniste con competenze museali ed ecomuseali, educative, antropologiche e artistiche, oltre che nelle arti terapie integrate.

Il percorso prenderà forma gradualmente, partendo dall'attivazione della rete e dalla co-progettazione con i servizi, per proseguire con incontri pubblici, raccolta delle memorie e degli archivi familiari, uscite culturali e museali e attività di mediazione artistica. Tra i risultati attesi anche la costruzione di una Mappa di Comunità del Quartiere, che farà emergere luoghi, relazioni e patrimoni riconosciuti dagli stessi abitanti. Il percorso si concluderà con una restituzione collettiva e un momento espositivo, accompagnati da monitoraggio e valutazione.

Il progetto prenderà avvio nell'autunno 2026 e potrà contare su un contributo del FRNA, il Fondo regionale per la non autosufficienza, con risorse umane e strumentali messe a disposizione dal territorio.

"Questo progetto ci permette di guardare alla cultura come a uno strumento concreto di prossimità e di cura - dichiara l'assessore ai Servizi sociali Kristian Gianfreda -. Valorizzare le memorie e le storie di vita delle persone anziane significa rafforzare le relazioni di quartiere, contrastare l'isolamento e costruire, insieme ai servizi e alla comunità, nuove occasioni di partecipazione e appartenenza. Ma è anche un tassello di un cambiamento più ampio che sta interessando l'intero approccio sociale e sanitario del nostro territorio, una visione che comprende i Nodi Territoriali della Salute e una serie di altri progetti pensati per portare i servizi sociali e sanitari dentro i quartieri, vicino alle persone e, in particolare, a chi ha più bisogno”.


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