Rimini e l’Università di Bologna protagoniste nel progetto spaziale Aphrodite
Dal Tecnopolo di Rimini validata in microgravità una piattaforma miniaturizzata per l’analisi autonoma di saliva a fini diagnostici
Il progetto Aphrodite, di cui l’Alma Mater è capofila, è realizzato in collaborazione con Sapienza Università di Roma e Kayser Italia Srl e ha l’obiettivo di validare in microgravità una piattaforma miniaturizzata per l’analisi autonoma di campioni di saliva a fini diagnostici.
L’approccio adottato, basato su un immunoassay competitivo in chemiluminescenza, permette l’analisi multiparametrica di un singolo campione biologico. In particolare, il sistema ha consentito la determinazione simultanea di due marcatori ormonali – cortisolo e deidroepiandrosterone (DHEA) – rilevanti per il monitoraggio dello stress fisiologico in ambiente spaziale.
Si tratta di un’iniziativa fortemente interdisciplinare, che integra competenze avanzate di chimica, elettronica e ingegneria. Il contributo dell’Università di Bologna riguarda in particolare lo sviluppo della metodologia analitica, l’ottimizzazione dei reagenti integrati nel dispositivo e la validazione analitica del dispositivo stesso. Il risultato segna un importante traguardo per il team del Dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician” dell’Università di Bologna che opera al Tecnopolo di Rimini.
L’esperimento in orbita è stato seguito in tempo reale dal Team Aphrodite presso il Multi Mission Control Center messo a disposizione da ALTEC SpA, che ha accompagnato il team in tutte le fasi di preparazione e operative dell’esperimento con ASI e NASA.
A questa prima sessione sperimentale, che costituisce un passaggio fondamentale per la validazione in orbita della tecnologia Aphrodite, seguiranno ulteriori sessioni di test nei prossimi mesi.
8.9°