Rimini, escort patteggia per estorsione a imprenditore: versati 200mila euro
La donna, ha sempre respinto le accuse, sostenendo che i bonifici ricevuti fossero semplici pagamenti per le sue prestazioni
Si è chiuso con un patteggiamento a un anno di reclusione, con pena sospesa, il procedimento nei confronti di una escort brasiliana di 45 anni accusata di estorsione ai danni di un imprenditore riminese di 65 anni. L’accordo è stato ratificato dal gip di Rimini Raffaele Deflorio.
Secondo la denuncia dell’uomo, assistito dall’avvocato Paolo Ghiselli, la relazione con la donna sarebbe durata circa un anno e mezzo e gli sarebbe costata complessivamente 200mila euro. L’imprenditore sostiene di aver versato il denaro, oltre ai compensi per le prestazioni, per evitare che la donna rendesse pubblica la loro relazione e i dettagli degli incontri.
La 45enne, difesa dall’avvocato Matteo Paruscio, ha sempre respinto le accuse, sostenendo che i bonifici ricevuti fossero semplici pagamenti per le sue prestazioni e che l’imprenditore li avesse indicati come “prestiti” per non far emergere la relazione clandestina con la moglie.
Le indagini della polizia tributaria non hanno però consentito di rintracciare i 200mila euro, risultati scomparsi dai conti della donna. L’imprenditore sostiene inoltre che la escort avrebbe utilizzato dati personali ottenuti dal suo cellulare per rafforzare le richieste di denaro.
Parallelamente al procedimento penale è stata avviata anche una causa civile nei confronti della donna.
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