Rimini, frode fiscale internazionale e autoriciclaggio: sequestrati beni per 1,5 milioni
Quattro milioni di operazioni inesistenti, 1,3 milioni di Iva evasa e 413 mila euro di autoriciclaggio
Scoperta dalla Procura di Rimini una frode fiscale internazionale basata su fatture false e società “cartiere” nei Balcani. Coinvolti un imprenditore 47enne residente in città e una 55enne spagnola.
Secondo le indagini, tra il 2018 e il 2023 sarebbero state utilizzate società fittizie tra Bosnia, Croazia e Albania per emettere fatture inesistenti per oltre 4 milioni di euro, riducendo così il pagamento dell’Iva.
Il sistema prevedeva scambi simulati e bonifici verso l’estero per più di 3 milioni, con successivi prelievi in contanti o rientri come falsi prestiti. Contestato anche l’autoriciclaggio.
Il gip ha disposto il sequestro preventivo di conti, immobili, veicoli e quote societarie per un valore superiore a 1,5 milioni di euro.
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