Rimini, i timori per la spiaggia del futuro post aste: "Maxi concessioni e perdita dell'identità romagnola"

Le osservazioni di Patrizia Rinaldis, presidente degli albergatori di Rimini

04 settembre 2026 13:03
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"In vista della scadenza del 18 settembre per la consultazione promossa da Palazzo Garampi, fase esplorativa e non vincolante per la programmazione delle future gare, ritengo fondamentale dare voce alle forti preoccupazioni di tantissimi imprenditori turistici, albergatori in primis, per le scelte che si stanno profilando sul litorale". È quanto dichiara la presidente degli albergatori riminesi, Patrizia Rinaldis, accendendo i riflettori sull'impatto economico e sociale delle macro-aggregazioni previste dal Piano dell'Arenile.

"Il Piano dell'Arenile approvato un anno fa e passato in sordina vede oggi il Comune puntare fortemente sulle grandi macro-aggregazioni", spiega la Presidente Rinaldis. «Sulla carta si tratta di una bellissima cartolina urbanistica, ricca di ampi spazi, piscine e servizi di alto livello, che rischia però di scontrarsi duramente con la realtà economica del nostro territorio, tagliando fuori il tessuto imprenditoriale locale. La forza storica del turismo di Rimini è sempre stata la filiera corta e personalizzata tra l'albergo e il bagnino di riferimento, dove il valore centrale è la cura del cliente. Un'eccessiva concentrazione rischia di trasformare la nostra accoglienza in una fabbrica del servizio standardizzato e spersonalizzato".

Sul nodo delle macro aggregazioni e le proposte correttive: "Il caso più evidente è la presentazione di due macro-aree contigue, di circa 500 metri l'una: una continuità che rischia di generare un monopolio di fatto. Come sappiamo, l'assenza di concorrenza non va mai a beneficio di cittadini e turisti, poiché priva l'utente della possibilità di scegliere. Pur comprendendo che le macro-aggregazioni potrebbero mettere in campo importanti interventi di riqualificazione, è fondamentale introdurre paletti precisi per riequilibrare l'impostazione dei bandi: limitare l'estensione delle macro-aggregazioni, se possibile a non oltre 300 metri; intervallare le macro-aggregazioni con due o tre micro-aggregazioni; prendere in considerazione le micro-aggregazioni già pronte e finanziate, senza alcuna preclusione. Dopo la variante di maggio 2026, che ha ampliato i servizi offerti dalle micro-realtà (consentendo bar, ristoranti e piscine), anche piccoli gruppi di operatori possono compiere il salto di qualità ed effettuare investimenti importanti senza l'obbligo di fondersi in mega strutture".

Dall'analisi delle opzioni sul tavolo, spiega Rinaldis, emergono criticità strutturali che mettono a rischio l'identità del litorale: "Perdita di identità e dell’accoglienza: si rischia di sostituire il modello di accoglienza riminese personalizzata del tipico Bagnino di Rimini e la fidelizzazione dei clienti che sono il cuore pulsante del turismo romagnolo. Standardizzare la spiaggia rischia di trasformarla in prodotto industriale senza anima".

Rinaldis parla anche di "governance complessa con possibili conflitti interni e di rischio monopolio e aumenti dei prezzi": "Raggruppamenti artificiali di operatori eterogenei per visione e disponibilità economica genererebbero forte incertezza gestionale, progettuale e finanziaria: Assegnare ampi tratti contigui a pochissimi soggetti riduce la concorrenza, limitando la libertà di scelta dei turisti e aprendo la strada ad aumenti tariffari".

"La salvaguardia dell'identità e dell'accoglienza riminese va tutelata con fermezza: è l'elemento che ci ha reso grandi sui mercati internazionali e che continua a essere un punto di riferimento anche a livello nazionale. Una nuova spiaggia è un servizio imprescindibile per tutti i turisti", conclude la Presidente Rinaldis.

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