Rimini, il lavoro non basta più: si può essere occupati e restare poveri
Rapporto Caritas 2025, aumentano gli italiani soli e le famiglie in bilico
Avere un lavoro non protegge più dalla povertà. È questo il dato più allarmante del Rapporto 2025 di Caritas Rimini, presentato dopo un anno di ascolto che ha coinvolto 700 volontari, 73 parrocchie e oltre 17mila ore di attività.
Le persone incontrate sono state 8.458, di cui 2.021 minori. In crescita gli italiani: 1.922, pari al 43% del totale, con un'età media tra i 50 e i 60 anni e problemi sempre più legati a casa, lavoro, salute e solitudine.
Il nodo centrale rimane l'abitazione. Un terzo delle persone seguite è senza dimora — per l'80% uomini, per il 65% immigrati — e tra questi aumentano coloro che hanno un'occupazione ma non riescono comunque a pagare un affitto. In una città che è diventata la terza più cara d'Italia, molti finiscono nei residence costieri, salvo trovarsi senza alloggio quando in estate i prezzi salgono.
«Oggi si può lavorare e restare poveri», dichiara il direttore Mario Galasso. «Quando il lavoro è frammentato e sottopagato, smette di essere uno scudo. E senza un tetto, tutto vacilla».
Tra le situazioni più fragili spiccano le donne separate o vedove con figli, le anziane ucraine bloccate in Italia dalla guerra, e gli uomini soli arrivati da altre regioni attratti dalle opportunità occupazionali della riviera.
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